Per il 2012 l’Overshoot Day, il giorno in cui l’umanità finisce di consumare le risorse che la Terra produce in un anno in modo sostenibile e inizia a dar fondo al “capitale naturale” , cade il 22 Agosto.
I dati emessi dal Global Footprint Network, un gruppo di ricerca internazionale localizzato in California, i cui documenti possono essere consultati al sito Web
www.footoprintnetwork.org, sono allarmanti perché dimostrano che se l’andamento dell’uso delle risorse e dei servizi naturali del pianeta continuerà immodificato, entro la metà di questo secolo avremo bisogno di due pianeti e già ora siamo a “un pianeta e mezzo”.

Tradotto in parole povere, affinchè il concetto sia chiaro a chiunque: la Terra, il pianeta di tutti noi ma di cui noi siamo solo ospiti, eredi di coloro che ci hanno preceduto ed in procinto di affidarlo alle generazioni che ci seguiranno , non ce la fa più da tempo a stare al passo con i consumi eccessivi e ad assorbire le grandi quantità di anidride carbonica (CO2) emisse da una parte della popolazione che ha adottato un modello economico incentrato sulla “crescita a tutti i costi”, anzi “costi quel che costi” (Fra le ovvie conseguenze di questo stato di cose, ci sono i circa 2 miliardi di persone che non hanno i minimi mezzi per garantirsi una vita dignitosa).

L’attuale crisi economica può costituire un’opportunità per cambiare lo stato delle cose, e ciascuna nazione deve dare inizio ad un cammino virtuoso, già come previsto dal protocollo di Kyoto le cui prescrizioni sembrano però essere state completamente dimenticate. L’Italia, che detiene bellezze paesaggistiche e risorse naturali importanti a livello mondiale, può e deve quindi fare la sua parte incentrando il suo futuro economico su tutto quello che serve per ridurre l’impatto sull’ambiente e che al contempo sia in grado di creare posti di lavoro in un contesto eco-sostenibile: vale a dire, senza più costringere i cittadini alla situazione paradossale tipica di questo modello industriale di dover scegliere tra salute o posto di lavoro!

E’ ora che i grigi governi di ogni colore politico la smettano di presentare come un mezzo intelligente per il rilancio dell’economia opere faraoniche quali nuovi tratti ferroviari TAV, EXPO2015, il Ponte sullo Stretto, autostrade inutili che comportano solo il saccheggio del territorio da parte della speculazione edilizia e sottraggono risorse economiche che potrebbero essere meglio investite a favore dei servizi pubblici.

La natura ha delle leggi che non possono essere cambiate a piacimento degli uomini e il conto da pagare sarebbe troppo salato!

P.U.L.C.N. (Per Una Lista Civica Nazionale), a partire dagli incontestabili dati di fatto come il sovraconsumo ecologico testimoniato dall’Overshoot Day 2012, propone dei punti ben precisi per rendere l’Italia attivamente protagonista di un impegno per migliorare il paese e fare un salto di qualità ambientale ma anche sociale, con importantissime ricadute in campo lavorativo e di risparmio economico per il nostro Paese:

  • mettere mano a iniziative e riforme volte ad incentivare fortemente la creazione di filiere corte per permettere l’approvvigionamento di cibo nelle dirette vicinanze delle città,

  • adottare la strategia rifiuti zero grazie alla differenziazione dei rifiuti,

  • potenziare gli investimenti per ridurre il fabbisogno energetico degli edifici e per potenziare il trasporto pubblico a favore dei pendolari

  • sviluppare la ricerca nelle energie rinnovabili per ridurre la dipendenza energetica dai combustibili fossili

Occorre diffondere una nuova cultura che, tra l’altro, porterebbe a vite più serene perché finalmente non si lavorerebbe con la consapevolezza di distruggere la base della vita.

Vivere bene e in armonia con il pianeta è possibile: occorre solo una nuova classe politica più evoluta che abbia una visione multidisciplinare e pensi al bene comune e non all’interesse dei soliti gruppi economici.

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