CASSA DEPOSITI E PRESTITI :

BASTA REGALI ALLE FONDAZIONI BANCARIE !

 

La Cassa Depositi e Prestiti è stata privatizzata nel 2003, con l’arrivo delle Fondazioni bancarie (30%).

Per favorirne l’ingresso, sono state assegnate loro azioni privilegiate (con diritto a dividendi annuali extra, pari al 3% più inflazione del valore nominale) e presenze maggioritarie negli organismi di governo dell’ente

Da quel momento, la tipica funzione pubblica sino ad allora perseguita da Cdp è scomparsa in favore di :

A) investimenti con l’unico scopo di produrre utili per gli azionisti (le Fondazioni bancarie in dieci anni hanno incassato profitti annuali del 10-12%)

B) nessuna considerazione nelle scelte d’investimento ai bisogni del Paese e alle necessità delle comunità locali, effettuate invece unicamente per scopi finanziari;

C) finanziamento degli enti locali con tassi di mercato e non più agevolati, contribuendo, assieme all’irrigidimento del patto di stabilità interno, al progressivo blocco della loro attività e funzione sociale

Dopo una prima proroga nel 2009, entro il prossimo aprile, sarà completata la conversione delle azioni privilegiate delle fondazioni bancarie in azioni ordinarie, con uno sconto, previsto da un accordo siglato dal governo Monti, di circa 2 miliardi di euro a favore delle fondazioni vicine alle banche.

Si tratta di una perdita per l’erario dello Stato, ingiustificabile in un periodo di grave crisi economica e sociale, nonché di una resa incondizionata delle ragioni del pubblico alle pretese delle Fondazioni bancarie.

 

E’ ora di dire basta! L’accordodeve essere ritirato !

chiediamo ora:

     che non sia distribuito il dividendo agli azionisti, bensì accantonato per sussidiare i prestiti agli enti locali, portandoli da un 5,5% medio a sotto il 3%, e che vengano rinegoziati i mutui esistenti degli enti locali con la Cdp risalenti al periodo pre-Euro, rivedendo ulteriormente al ribasso il tasso odierno del 7%, per portarlo a sotto il 4%, senza intaccare la solidità finanziaria della stessa Cdp;

     che siano rese pubbliche le stime giurate del valore di Cdp realizzate dalla società Deloitte secondo quanto richiesto dal “Decreto Sviluppo Due” dello scorso dicembre;

     che il governo non offra nuove azioni ordinarie alle fondazioni bancarie oltre la soglia del 17,35% raggiunta nel breve termine dalla conversione e modifichi il perfezionamento dell’accordo di conversione (inclusa l’eliminazione dello sconto del 50% sul calcolo della restituzione degli extra profitti);

     che si apra una discussione pubblica e partecipativa sul ruolo della Cassa Depositi e Prestiti, finalizzata a restituirle la funzione sociale di sostegno agli enti locali e alla riappropriazione sociale dei beni comuni, e di supporto alla riconversione ecologica e sociale dell’economia.

 

Contro la crisi, riprendiamoci la Cassa !

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