COMUNICATO STAMPA – 9 luglio 2013

EXPO 2015: uno sperpero di soldi da destinare invece alle piccole opere diffuse

 

Per Lista Civica Italiana appuntamenti come Expo 2015 sarebbero solo da dimenticare visto che da Siviglia in poi sono stati tutti eventi in deficit. Investire in grandi opere come queste, stravolgendo e distruggendo ulteriormente un territorio già iperurbanizzato come quello milanese (alla faccia dello slogan “nutrire il pianeta”!) , senza la certezza di un ritorno economico sulla lunga distanza, ma con la sicurezza di ingenti fondi pubblici spesi nell’immediato, è semplicemente folle.

Per Lista Civica Italiana il nostro Paese ha certamente bisogno di investimenti, che siano però diffusi, meno onerosi e impattanti, di sicura e diretta utilità per le comunità interessate. E dovrebbero essere i cittadini – con meccanismi di democrazia diretta – a decidere se un’opera come Expo, che solo per la realizzazione delle infrastrutture necessarie costa alle casse pubbliche 1.746 milioni di euro, debba assorbire gran parte dei fondi pubblici. Ma si sà: è solo con le grandi opere che girano le grandi commesse…

L’evento – che dovrebbe attuarsi in appositi spazi tra i Comuni di Pero e Rho – rientra in pieno nella solita “sceneggiatura” ben sperimentata che accomuna tutte le grandi opere: frasi come “Il mondo ci guarda, non possiamo fare brutta figura” servono per giustificare procedure decisionali che nulla hanno a che fare con i normali procedimenti democratici e i reali bisogni dei cittadini.

Anche questa volta il copione è stato rispettato. Una presentazione in pompa magna alla Villa Reale di Monza, con la partecipazione del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, del premier, Enrico Letta, del presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, e di altri esponenti politici di primo piano e un grande spiegamento di forze dell’ordine. Mentre l’Italia affonda, l’establishment politico – con un atteggiamento patetico – ce la mette tutta per cercare di “vendere” EXPO 2015 al pubblico e agli italiani come un appuntamento irrinunciabile che salverà il Paese. Snocciolano dati, proiezioni, (senza alcun “contraddittorio pubblico!) autoconvincendosi che la ripresa economica non può non passare da lì. Che altro potrebbero fare persone che hanno fatto dilagare la finanziarizzazione dell’economia e che da anni raccontano che se il PIL cresce allora la gente sta bene?

Unica nota positiva: a Monza si è svolta una manifestazione per cercare di portare una visione diversa in tanta omologazione interessata (vedi www.noexpo.org ).

P.S. Per quanti volessero capire meglio i meccanismi economici (es. La bufala del project financing) e gli interessi che stanno sotto le grandi opere invitiamo a leggere il libro di Ivan Cicconi “Il libro nero della TAV, ediz Koiné 2011”.

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