Documento del Coordinamento per il Congresso del 13 e 14 aprile 2013

 

Sabato 13 aprile – 1a SESSIONE

1) STRATEGIA, RUOLO DI LCI

Ore 10.15

1.1) CHI SIAMO

Un referente del Coordinamento legge:

I nostri documenti fondanti sono lo statuto e la carta di intenti. Lo Statuto parla chiaro: l’art. 1 dice che siamo una “aggregazione di liste civiche locali, movimenti, reti, associazioni di cittadini e singoli individui che, ai sensi dell’Art. 49 della Costituzione, partecipa alla vita politica del paese per perseguire la realizzazione dei principi contenuti nella propria Carta d’Intenti”. LCI è quindi una aggregazione politica (la dizione corretta ai sensi dell’art 49 sarebbe partito) costituito da persone aderenti senza pregiudiziali ideologiche e sostenuto da enti collettivi /gruppi che condividono, promuovono e supportano LCI e che possono interagire con le scelte politiche di LCI solo tramite la consulta degli enti collettivi (vedi art 2 e 10 dello statuto).

Il Coordinamento propone di presentarsi in tutta Italia con lo stesso simbolo; questo vale per:

  • A – gli enti in grado di partecipare alle elezioni non importa di quale livello (Es. Liste civiche comunali)
  • B – gli enti collettivi che non fanno politica ma che decidono di aderire
  • C – gli enti /associazioni che si definiscono “super partes” e che preferiscono collaborare dall’esterno con LCI. (Vedi ad es. Associazione Art.53)

Un ente di tipo A perde il suo simbolo ma guadagna in “peso” entrando a far parte di una entità organizzata. Gli enti di tipo B mettono – in un modo da definire – il logo di LCI a fianco del loro. Un ente di tipo C mantiene il suo simbolo e viene inserito tra gli enti con cui LCI collabora. Ovviamente nulla vieta che facciano di più.

L’Assemblea vota con alzata di mano:

Teniamo un periodo di transizione (entro 31/12/13) per le Liste civiche / Enti / Gruppi già strutturati e che hanno già un proprio simbolo, con l’impegno però di dichiarare pubblicamente di aderire a Lci?

Ore 10.30

1.2) COSA VOGLIAMO ESSERE

Un referente del Coordinamento legge:

Vogliamo essere una forza politica (partito ai sensi dell’art. 49 della Costituzione) alternativa ai partiti tradizionali e in cui effettivamente “uno vale uno”. Vogliamo attuare la Costituzione e rimettere al centro dell’attenzione la persona e le sue esigenze per vivere serenamente coniugando i tre fondamentali livelli che sono quello sociale, ambientale ed economico. E’ da qui che deve prendere origine l’attività economica, non dai cosiddetti “mercati”.

Vogliamo rimotivare gli italiani che non credono più alla partecipazione politica e portarli a votare di nuovo. Occorre però cercare di capire le motivazioni per cui gli italiani non seguono la politica e non partecipano. Ci possono anche essere convenienze di basso livello, qualunquismo… Occorre fare attenzione a non proiettare la nostra idealità sul cittadino comune pensando erroneamente che tutti ragionino come noi. Il cittadino è in una fase “di resa dei conti” con la politica e vuole garanzie e non parole.

Se vogliamo essere una forza politica alternativa ai partiti tradizionali, dobbiamo dire pubblicamente in cosa siamo effettivamente diversi, dobbiamo anche essere in grado di dimostrare che alle parole seguono i fatti. E’ proprio la coerenza che ci permetterà di distinguerci dalle Liste civiche di facciata ovvero quelle che contengono partiti tradizionali e non perseguono il bene comune.

Di seguito gli elementi che ci distinguono.

1.2.a VOGLIAMO ESSERE CITTADINI PROTAGONISTI

Uno degli scopi principali di LCI è di far prendere coscienza ai cittadini che vivere in una democrazia non è un diritto acquisito. Occorre che il cittadino dedichi tempo ed energie alla “manutenzione/miglioramento” della democrazia. Un obiettivo di Lista civica nazionale è quindi quello di ricostruire il senso di cittadinanza facendo tornare all’impegno politico i cittadini. Per facilitare tutto ciò è importante dare ai cittadini efficienti strumenti di partecipazione.

Non vogliamo più una politica dettata da pochi leader e attuata nelle “segrete stanze” ma alla luce del sole, condivisa e partecipata. La politica non deve avere paura di far crescere i cittadini, di farli diventare persone informate, consapevoli, responsabili e critiche anche e soprattutto nei confronti degli eletti.

Non c’è vera democrazia né ci sarà un vero cambiamento se il popolo non potrà esercitare pienamente la propria sovranità come sancito dall’art 1 della Costituzione.

1.2.b STRUMENTI DI PARTECIPAZIONE ATTIVA. Vogliamo una democrazia compiuta che integri il “meccanismo di rappresentanza” (quello che da decenni conosciamo) con la “partecipazione diretta” dei cittadini (anche se in momenti straordinari) in modo che sia possibile condividere le principali decisioni politiche e interagire con gli eletti nel corso del loro mandato quinquennale. Va ricreata nei cittadini la coscienza del loro fondamentale ruolo di stimolo e di controllo sull’operato degli eletti a tutti i livelli dagli enti locali, al Parlamento italiano, al Parlamento europeo.

Siamo tra i promotori dell’iniziativa di legge popolare “www.quorumzeropiudemocrazia.itche ha l’obiettivo di modificare alcuni articoli della Costituzione italiana per migliorare /aggiornare gli strumenti di democrazia diretta già esistenti in Italia e introdurne di nuovi, sull’esempio di quelli che funzionano da più di un secolo in altri paesi del mondo come la Svizzera e la California. Tra i punti qualificanti: il quorum zero in tutti i referendum che porta alla discussione sul merito dei quesiti, la revoca degli eletti previa raccolta di un numero elevato di firme, l’indennità dei parlamentari stabilita dai cittadini al momento del voto, l’iniziativa popolare e il referendum confermativo.

Questi non sono propositi elettoralistici: le firme sono state raccolte nelle piazze e nei Comuni e depositate nel 2012.

La democrazia diretta però è un tema ancora poco conosciuto, viene confuso con la democrazia partecipativa, non è di immediata comprensione, è stato soggetto ad una tenace opera di disinformazione da parte del Potere con argomenti del tipo: i referendum costano, i cittadini non sono abbastanza preparati su tutto, c’è il rischio di bloccare l’attività parlamentare e inoltre si passerà il tempo a votare, ecc. (tutte critiche ampiamente confutate dalla pratica ultradecennale in paesi come la Svizzera) . Purtroppo molti danno ancora credito a queste cose.

1.2.c CIVISMO

Il nostro è un percorso civico partito da più di due anni dai territori, dall’impegno nelle istituzioni locali, dalle liste civiche, dalla cittadinanza attiva, dal volontariato. Siamo i cittadini del FARE superando schieramenti e appartenenze. I partiti hanno cercato di usare in modo strumentale una “qualifica” di comodo e “alla moda” dimenticando però che un termine del genere presuppone vera attenzione e rispetto per il cittadino.

Riteniamo che LCI debba diventare una struttura di servizio per facilitare l’impegno politico dal basso dei cittadini, per responsabilizzare ma anche per favorire una crescita culturale dei cittadini (formazione). LCI ritiene che gli steccati ideologici debbano essere superati e quindi deve essere inclusiva. Il nostro modello organizzativo è quello di una rete che favorisca la collaborazione paritetica, nell’attività politica l’onestà è una condizione necessaria ma non sufficiente che va coniugata con la competenza. Siamo in grado di elaborare proposte di legge da far veicolare ai parlamentari sensibili. Ecco allora il nostro ruolo di STRUTTURA DI SERVIZIO (aiutare i cittadini a crescere, a diventare più informati, più consapevoli, a formarsi, a creare liste civiche comunali sotto l’egida di LCI ecc) E DI AGGREGAZIONE DI COMPETENZE (mandare in Parlamento gente preparata in linea con le nostre idee, creare un osservatorio parlamentare)

L’Assemblea discute i seguenti punti critici (metodo: si pone la questione, si accettano 5 proposte di 3 min max, evitando di ripetere i concetti, poi si vota)

– Alcuni pensano che il concetto di “civico” sia stato svilito dall’uso che ne hanno fatto alcuni partiti. Come possiamo fare per non essere confusi con i partiti che citano il termine “civico” nel loro nome?

– Visto che per LCI la competenza è un requisito fondamentale, abbiamo a disposizione nostri potenziali candidati già preparati (soprattutto per il livello nazionale?) Se no, come possiamo fare per avere nelle istituzioni persone anche esterne a Lci, che comunque a nostro avviso sono fidate e preparate? Come possiamo agevolare questa aggregazione di competenze (tavola rotonda tra esperti…) partendo dal presupposto che Lci non ha alcuna fiducia nel fatto che i partiti possano trovare soluzioni ai mali da loro causati?

– Cosa rispondiamo a chi ci dice”Ma a cosa serve una Lista in più, ora? Cosa può fare nell’immediato LCI rispetto alla situazione di stallo?

Ore 11.30

1.3) TARGET

Un referente dell’Assemblea legge:

A chi ci rivolgiamo?

E’ evidente che miriamo alla massa, ma non abbiamo né i mezzi né il “megafono” per farlo. Dobbiamo partire da un target che rappresenti il nostro “zoccolo duro”.

Noi abbiamo puntato – anche se in modo confuso – sui “portatori di interesse” Scelte che si sono rivelate di non immediato ritorno perché politicamente non fanno massa critica e tendono a non volersi aggregare/compromettere. Abbiamo inoltre dedicato molto tempo per dialogare con quelli che a posteriori abbiamo definito “gruppi che fanno a gara per contare di meno”: ci siamo resi conto che spesso sono portatori di analisi politiche assolutamente incomplete. La recente scadenza elettorale ha inoltre dimostrato che si sono squagliati come neve al sole, anche quelli più in vista.

Occorre aggregare movimenti /comitati impegnati sui territori e spiegare i motivi per cui siamo effettivamente “diversi”. Occorre parlare ai cittadini italiani sfiduciati dalle istituzioni e che non hanno simpatia/fiducia per Grillo.

L’Assemblea discute i seguenti punti critici (metodo: si pone la questione, si accettano 5 proposte di 3 min max, evitando di ripetere i concetti, poi si vota)

  • Puntiamo su un argomento e su una “categoria” sociale ben precisa: es riforma fiscale > i milioni di contribuenti italiani
  • Per un anno lasciamo perdere ambienti politici tipo “Cambiare si può”?
  • Quali sono altre forze/gruppi politici con cui avviare un confronto?

Ore 12.15 fino alle13.00

1.4) RAPPORTO CON IL MOVIMENTO 5 STELLE

1 referente dell’Assemblea legge:

Il Movimento 5 Stelle é ormai affermato, visibile, forte e con alcune interessanti potenzialità: perchè riteniamo che LCI abbia comunque un ruolo? Quale potrebbe essere la nostra posizione “pubblica” nei loro confronti? Li critichiamo per le loro contraddizioni interne (es. gestione non democratica, affermazioni contraddittorie come quella di non essere un partito, mancato aiuto per la raccolta di firme per quorum zero ecc.) oppure facciamo da pungolo costruttivo sui temi che riteniamo prioritari? Il parere del Coordinamento è che l’Italia è in una situazione che non permette perdite di tempo e quindi la presenza in parlamento del M5S deve essere fatta fruttare nel migliore dei modi per ottenere risultati concreti nel più breve tempo possibile.

Non possiamo ignorare la loro presenza. Non dobbiamo essere né acrimoniosi o negativi a priori, né servili. Il M5S è una realtà alla quale – come ad altre – offriamo collaborazione, sostegno su ciò che condividiamo, semplicemente riconoscendogli l’indubbio merito di aver rotto equilibri di potere pluridecennali. E’ evidente inoltre che solo il tempo permetterà di capire il tipo di evoluzione che avrà il movimento: si aprirà ad una reale democrazia interna o resterà succube dei fondatori?

Questa posizione per LCI si riflette anche sul piano delle alleanze: se da un lato diciamo che in fase di elezione non ci alleiamo con nessun partito tradizionale, dall’altro é evidente che, una volta eletti, in Parlamento voteremmo sulla base dei contenuti e potremmo arrivare a fare alleanze con i partiti se queste servono per ottenere celermente importanti risultati concreti: es. legge elettorale, stop alle grandi opere, introduzione della democrazia diretta, riconversione ecologica dell’economia, tassazione della speculazione finanziaria e rimessa in discussione del debito ecc.

L’Italia non può aspettare.

L’Assemblea discute i seguenti punti critici (metodo: si pone la questione, si accettano 5 proposte di 2 min max, evitando di ripetere i concetti, poi si vota):

  • In che modo collaborare con il M5S tenendo conto che non vuole allearsi con nessuno? Dobbiamo esprimere una nostra posizione pubblica sull’attuale atteggiamento di chiusura  del M5S non condiviso da molti elettori? In particolare fa bene o no a mantenere questo atteggiamento senza essersi mai nemmeno confrontati? Cosa avrebbe fatto LCI al posto del M5S: andare avanti sperando nel voto imminente o  cercare delle intese con il Pd su questioni proritarie  per dare vita a un governo urgentemente?

Sabato 13 aprile – 2a Sessione

2) ORGANIZZAZIONE, LOGISTICA, TERRITORIO

Ore 14.45

2.1) OBIETTIVI

Presentarsi alle elezioni

Quali? Siamo pronti se si dovesse tornare ad elezioni? Stiamo pensando alle europee? Abbiamo Liste a noi vicine che si presentano alle elezioni comunali del 25 maggio? Sarà compito di tutti gli aderenti sostenere i nostri gruppi che hanno scadenze elettorali.

L’Assemblea discute questo punto (metodo: si pone la questione, si accettano 5 proposte di 3 min max, evitando di ripetere i concetti, poi si vota)

Ore 15.30

2.2) ORGANIZZAZIONE TERRITORIALE

Dopo Rimini, tutti gli sforzi dovranno essere concentrati sul territorio.

Urgente la definizione dei compiti del gruppo di organizzazione territoriale e le zone che devono avere la priorità. Per le regioni scoperte occorre cercare persone assolutamente in linea con la visione di LCI che inizino a fare da referenti regionali senza voler coprire i posti vacanti a tutti i costi.

Chi è impegnato sul territorio è meglio che non si prenda impegni nel Coordinamento nazionale.

Quali sono le priorità per l’organizzazione territoriale?

L’Assemblea discute questo punto (metodo: si pone la questione, si accettano 5 proposte di 2 min max, evitando di ripetere i concetti, poi si vota)

Ore 16.30

2.3) AZIONI

Predisporre la struttura DI SERVIZIO per aiutare i cittadini a diventare CITTADINI PROTAGONISTI e per agevolare l’aggregazione di COMPETENZE:

  1. Come fare una lista di cittadinanza (vedere materiale su Rete civica italiana)
  2. Mettere in rete buone pratiche locali
  3. Formazione itinerante per i gruppi locali
  4. Scuola di formazione tecnica per futuri amministratori/parlamentari
  5. Osservatorio parlamentare per sorvegliare sull’attività e produrre progetti di legge
  6. Sostegno liste comunali per le prossime amministrative
  7. Campagne su alcuni temi (es. grandi opere, vendita dei beni comuni, trasporti ecc.) per aprire gli occhi agli italiani

L’Assemblea decide se queste azioni vanno bene, se sono troppe oppure se sono insufficienti (metodo: si pone la questione, si accettano 5 proposte di 2 min max, evitando di ripetere i concetti, poi si vota)

Ore 17.00

2.4) AUTOFINANZIAMENTO

Non vogliamo dipendere da finanziatori esterni e neppure da gruppi di potere. Dobbiamo darci un obbiettivo coraggioso e concreto: 200 aderenti entro un mese e fare raccolta fondi per arrivare ad una raccolta di 14.000 euro all’anno. Potremmo in questo modo iniziare a retribuire una figura che faciliti il lavoro dei vari organismi di LCI

L’Assemblea discute questo punto (metodo: si pone la questione, si accettano 5 proposte di 2 min max, evitando di ripetere i concetti, poi si vota)

Ore 17.30

2.5) PROPOSTE PROGRAMMATICHE QUALIFICANTI

Abbiamo il programma in sintesi (10 punti, vedere però se possibile anche quello esteso scaricabile dal sito). Su cosa vogliamo puntare?

  • Riforma della politica (privilegi, buonuscite dei politici trombati, organi preposti a trasparenza e controllo di partiti ed enti pubblici che però non fanno il loro dovere) e legge elettorale
  • Questione finanziaria: debito pubblico – Europa
  • Per fare riforme serve il reperimento delle risorse attr. Quindi occorre una riforma fiscale in linea con l’art. 53 della Costituzione
  • Conversione ecologica dell’economia e tagli agli sprechi con la consapevolezza che ogni volta che si parla di tagliare, dismettere, convertire ecc ci sono posti di lavoro che saltano.

L’Assemblea discute questo punto (metodo: si pone la questione, si accettano 5 proposte di 2 min max, evitando di ripetere i concetti, poi si vota)

Ore 18.00

2.6) COMUNICAZIONE/VISIBILITA’

Un referente del Coordinamento legge:

Dobbiamo arrivare sui media e nelle piazze con il nostro simbolo.

Quali possono essere delle iniziative di visibilità valide?

Servono 2 portavoce (uomo e donna) preparati sui temi che sceglieremo come qualificanti oppure giochiamo una squadra di persone che parlano in funzione della competenza richiesta?

L’Assemblea discute questo punto (metodo: si pone la questione, si accettano 5 proposte di 2 min max, evitando di ripetere i concetti, poi si vota)

 

Domenica 14 aprile – 3a sessione

3) ASSEMBLEA NAZIONALE

(punti da discutere domenica mattina 14 aprile)

Ricordiamo che ai sensi dell’art.4 dello statuto l’Assemblea nazionale, a quorum zero, decide su:

  • modifiche alla Carta d’Intenti e allo Statuto;
  • indirizzo politico generale e programma elettorale nazionale;
  • regolamento relativo alla composizione e ai criteri di elezione e revoca del Coordinamento nazionale;
  • regolamento relativo alle primarie per la designazione di candidati a cariche pubbliche (ad es. in occasione di consultazioni elettorali ecc.);
  • alleanze elettorali e coalizioni politiche;
  • approvazione del bilancio consuntivo 2012 e preventivo 2013
  • approvazione del proprio regolamento
  • nomina i revisori dei conti e del Collegio di garanzia.

– nomina il presidente dell’assemblea nazionale per gestire le mattina di domenica

 

3.1) NOMINA DEL PRESIDENTE DELL’ASSEMBLEA

3.2) APPROVAZIONE DEL PROGRAMMA

Per questo rimandiamo alla lettura del proposta di programma (parte 1 e 2) scaricabili dal sito. Sempre sul sito é disponibile una versione sintetica dei 10 punti più importanti.

3.3) NOMINE/INCARICHI COME DA STATUTO

Disponibilità a candidarsi. Chi si prende un incarico lo deve svolgere nei modi e tempi richiesti, altrimenti si cambia!

Si assegnano i compiti per l’attuazione delle attività decise al punto 2.3 Azioni

3.4) NOMINA DEI REFERENTI REGIONALI

Sulla base dell’art 16 dello Statuto l’Assemblea nazionale nomina ove mancanti e ove possibile, i referenti regionali che compongono il Coordinamento nazionale.

Occorre anche nominare il responsabile del trattamento dei dati.

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