Con il pretesto della “rottamazione”, eufemismo molto efficace per illudere i cittadini che da anni vogliono il cambiamento, i partiti si fanno beffe dei limiti che la Costituzione mette ai loro privilegi.
Ormai hanno sperimentato che basta fare proclami per poi mettere in pratica esattamente il contrario. Dicono che aboliscono le Province per risparmiare su costi inutili, ma in realtà tutto resta come prima e l’unico vero cambiamento è che i cittadini non potranno più votare i loro amministratori che verranno direttamente designati dai partiti.
Restano infatti tutte le attività delle province, che vengono semplicemente ripartite tra comuni e regioni, restano tutti i dipendenti, tutte le sedi e addirittura gli incarichi, i consigli provinciali, i presidenti  e gli amministratori, l’unica cosa che sparisce assieme ai rimborsi del consiglio è il voto dei cittadini.
Questa farsa è oltretutto incostituzionale perché come recita la nostra Carta gli amministratori provinciali vanno eletti a suffragio universale, ma questo non è più un problema: buttato a mare l’articolo 5 ormai la Costituzione si cambia con una semplice leggina e il bene placito dell’attuale Presidente della Repubblica, che dovrebbe al contrario esserne garante.

Ci stanno togliendo anche il voto, facciamo sentire la nostra voce.

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