Comunicato stampa del 20 febbraio 2014. Lista civica italiana appoggia l’iniziativa di “Gruppo aziende AA – Agire Assieme”, “Associazione per l’Agricoltura Biodinamica – sezione Lombardia” e “Associazione Lombarda degli agricoltori Biologici e Biodinamici – la Buona Terra” che chiedono di non permettere in Lombardia (e in Italia) la semina di Organismi Geneticamente Modificati. I motivi del no di Lista civica sono sia di tipo economico che ambientale e sono parte integrante del programma politico di LCI. L’Italia é nota nel mondo per la bontà e per la qualità della sua produzione alimentare che associata alla bellezza del paesaggio e all’enorme patrimonio artistico costituisce uno dei punti di forza su cui si fonda e potrebbe prosperare la nostra economia. Intaccare questo punto di forza della nostra nazione é puro autolesionismo. Il territorio della Lombardia, già fortemente compromesso dall’elevato impatto dell’urbanizzazione e dell’industrializzazione, va salvaguardato da ulteriori attacchi. Con i delicati equilibri naturali non si può scherzare! Ne va del benessere e della salute di tutti.

Alleghiamo di seguito la lettera deglle associazioni di agricoltori Lettera di un gruppo di agricoltori ai cittadini della Lombardia.

Siamo un gruppo di aziende Bio della Lombardia, con la seguente lettera vogliamo dire ai cittadini lombardi il nostro punto di vista sulla semina di OGM in Lombardia, un punto di vista da chi “lavora sul campo” nel vero senso della parola. Lo scorso anno, in Friuli, è stato seminato del Mais OGM. I responsabili sono stati denunciati ma non è stato possibile sanzionarli in quanto il decreto legge che disciplina la materia è risultato privo di indicazioni sulle sanzioni economiche e penali applicabili. Questa mancanza rende il decreto, secondo alcuni, privo di validità; secondo altri il decreto è invece applicabile con qualche deroga, nonostante la disputa sia ancora in corso. Nel frattempo, visto che chi ha seminato in Friuli non ha subito alcuna sanzione, a breve Confagricoltura Lombardia presenterà alla regione Lombardia, a nome di 600 aziende Mantovane (fonte: La Repubblica di Sabato 8 Febbraio), la richiesta di poter seminare molti ettari con Mais OGM, dietro pagamento di cifre inique come 50-100€ a Ettaro (più facilmente 50€); il pagamento, di fatto, rappresenterebbe una specie di “Carbon tax”. Esattamente la stessa deroga, ancora in discussione (ma forse già approvata) in Friuli. Inutile dire che tra il Friuli e la Lombardia c’è di mezzo il Veneto, dove ovviamente la stessa cosa potrebbe essere in atto, magari con tempi diversi. E se lasciamo che ciò accada, questa situazione potrebbe estendersi all’Italia intera. La semina di OGM rappresenta un duro colpo per tutta l’agricoltura Lombarda, non solo per le aziende Bio. In Lombardia ci sono più di 20.000 aziende agricole di tutti i tipi, la maggior parte non a marchio Bio ma molte con marchi di qualità riconosciuti a livello Europeo (come DOC, IGP, etc.). Molte di queste aziende escludono l’uso di OGM nelle loro filiere di produzione e lo dichiarano in etichetta, a fronte del fatto che la quasi totalità degli Italiani si è pronunciata contro la presenza di OGM nei prodotti alimentari. Le aziende che non vogliono OGM nelle loro filiere avranno un notevole aggravio di costi derivanti dalle analisi necessarie a garantire, alle proprie aziende e ai consumatori, che gli OGM non abbiano contaminato il proprio raccolto. I 50€ a Ettaro (ma eventualmente anche 100€) non basterebbero nemmeno per iniziare a pagare il notevole costo delle analisi. Il vero senso di una Carbon Tax sarebbe questo: rovino l’ambiente ma pago una tassa per contribuire a recuperare il danno fatto. Peccato che, in questo caso, il costo del danno apportato superi di molto l’importo della Carbon Tax, e in ogni caso, come sempre, il costo addizionale ricada su agricoltori e consumatori. L’aggravio dei costi è tuttavia il minore dei danni: il danno maggiore è quello ambientale ed etico. La contaminazione da OGM è una realtà, basta vedere le cause perse dai produttori di OGM in Canada, in Venezuela e in molte altre parti del mondo. A chi coltiva viene chiesto di osservare le fasce di rispetto… ma a noi che coltiviamo è chiaro che non ci sono fasce di rispetto che tengano. Il vento non guarda le misure stabilite sulla carta dall’essere umano e la sabbia africana piove sulla Lombardia da sempre. Il polline è molto più leggero della sabbia… vola quasi da solo. La Lombardia è la regione più popolata d’Europa, e di conseguenza ha già un ecosistema molto danneggiato e fragile in molte zone. Se si indaga (neanche tanto a fondo) in Lombardia, ci si rende conto che abbiamo anche noi una nostra terra dei fuochi, forse non grave come in Campania, ma non ci mancano depositi di scorie radioattive, stoccaggi e interramenti di rifiuti tossici, etc. etc. Permettere la semina di OGM sarebbe una ulteriore spinta al degrado dell’ambiente Lombardo, al suo indebolimento. Chi ne pagherà le conseguenze saremo tutti noi che abitiamo in Lombardia. Le associazioni dei produttori Bio Lombardi si sono già attivate per contrastare questa richiesta di semina. Deve però essere tutto il “Popolo-Bio” della Lombardia, dai produttori ai consumatori, a opporsi alla semina in primis, in alleanza a chi Bio non è ma non vuole gli OGM in Lombardia. Si stanno predisponendo raccolte di firme online a cui si darà la massima diffusione quanto prima. Chiediamo a tutti quelli che comprendono la gravità della situazione di aderire e di dare massima diffusione a questa lettera verso chiunque abbia a cuore l’agricoltura e la propria salute. Gruppo aziende AA – Agire Assieme- Associazione per l’Agricoltura Biodinamica – sezione Lombardia Associazione Lombarda degli agricoltori Biologici e Biodinamici – la Buona Terra

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