In tutta Italia si stanno raccogliendo le firme per un progetto di legge che prevede di destinare una piccola quota della spesa militare per i corpi civili di pace. In estrema sintesi la logica è questa: se disponiamo solo di una vite e di un martello, probabilmente useremo la vite come un chiodo. Se disponiamo di un cacciavite probabilmente la avviteremo correttamente. Nello stesso modo se gli stati dispongono solo degli eserciti, per risolvere i conflitti useranno sempre la violenza, se ci fossero i corpi civili di pace qualche cosa cambierebbe… 

Quando si parla delle guerre in Libia, Siria e Iraq nei talk show televisivi e sui giornali intervengono soprattutto politici, generali dell’esercito e professori, che si confrontano su strategie militari, diplomazia delle alte cancellerie mondiali, risoluzioni Onu, conflitti e terrorismi passati, presenti e futuri. Ma nelle piazze italiane è in corso una campagna che propone una Politica Estera nuova, non armata e nonviolenta. Si chiama “Un’altra Difesa è possibile” ed è promossa da 200 associazioni del pacifismo e del terzo settore che puntano a raccogliere 50mila firme per sostenere una proposta di legge di iniziativa popolare per mettere in atto politiche finalizzate a risolvere i conflitti senza attacchi militari, ma partendo “dal basso”, dalle persone.

Rinviamo alla intervista di Martina Pignatti per capire il senso di questo progetto di legge. Continua qui

http://www.difesacivilenonviolenta.org/difesa-non-armata-una-nuova-politica-estera-possibile-di-pace-che-crea-relazioni-tra-nemici/

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