Il 31 marzo, gli avvocati Felice Besostri, Michele Ricciardi e Giuseppe Pennino a cui va il sentito ringraziamento di LCI, hanno presentato ricorso al Tribunale Civile di Perugia contro la recentissima legge elettorale del Parlamentino umbro partorita da PD e FI il mese scorso,.

La legge è un specie di fotocopia dell’italicum, con qualche corbelleria in più che denuncia solamente l’ormai ferreo consociativismo medioevale, proprio dei potenti imperituri di questa regione.

I “capisaldi” di questa legge? Premio di maggioranza senza definizione di una soglia minima, creazione da “sagra paesana” di un “premio di minoranza”, il capolista della seconda arrivata diventa di diritto consigliere a prescindere dal numero di voti ottenuti e in aggiunta ai consiglieri della stessa lista che avranno comunque diritto in base ai calcoli previsti, la garanzia offerta poi agli alleati minori della lista vincente i quali avranno diritto di accesso se superano la soglia del 2,5%. Inoltre la divisione dei seggi calcolata sulle percentuali dei candidati Presidenti, invece che sui voti effettivi attribuiti alle liste. Ultima ciliegina “marcia”: non è stato richiesto il parere obbligatorio alla commissione Pari Opportunità.

L’iniziativa del ricorso è dei tre parlamentari umbri Adriana Galgano (Lista Civica), Filippo Gallinella e Tiziana Ciprini ( 5 Stelle) insieme ai tre consiglieri regionali: Damiano Stufara (Rifondazione Comunista), Sandra Monacelli (UDC) e Orfeo Goracci (Gruppo Misto), a due consiglieri comunali di Perugia: Franco Ivan Nucciarelli  (Perugia Rinasce) e Armando Fronduti (Forza Italia), inoltre il Prof. Mauro Volpi, docente di Diritto Costituzionale e membro di Libertà e Giustizia del circolo di Perugia. A questi si sono aggiunte altre firme di personalità della regione.  Il tribunale avrà 45 giorni per pronunciarsi o passare la palla alla Corte Costituzionale. 

Luigi Branchetti (Referente di LCI per l’Umbria)

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