Il presidente degli Stati Uniti Obama ha incontrato l’8 febbraio scorso il presidente Sergio Mattarella, e non ha mancato di sottolineare quanto sarebbe felice se l’Italia spingesse ancora più forte per l’approvazione del TTIP.

“E’ dal lavoro che stiamo facendo insieme in Afghanistan – ha riportato Obama al termine dell’incontro – alle opportunità che si presentano nel finalizzare un accordo come il TTIP. Abbiamo concordato che un’azione comune tra Stati Uniti ed Italia non solo serve gli interessi di entrambi i nostri paesi, ma anche la più ampia relazione transatlantica che ha comportato così tanta pace e prosperità in molti degli ultimi decenni”. Anche Mattarella ha convenuto che il TTIP potrebbe servire per prevenire ulteriori crisi economiche e sociali.
Scherzi e retorica a parte, non ci sfugge che Obama stia giocando il tutto per tutto per arrivare a confezionare il pacco del TTIP, come sia sia, prima della fine del suo mandato. Anzi: prima della fine dell’estate, nei prossimi tre round negoziali, previsti a Bruxelles dal 22 al 24 febbraio, ad aprile negli Usa e di nuovo a Bruxelles a luglio.

Ma Mattarella… perché servire questa causa persa, anzi dannosa per il nostro Paese? Chiediamoglielo!

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Presidente Mattarella, non cada nella rete del TTIP
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