La RI-economy come strumento per rispondere alla crisi

febbraio 19, 2017 in Attività locali da ListaCivicaItaliana.org

 

 

Il 16 febbraio, a Sovico (Monza e Brianza), Lista Civica Italiana ha partecipato alla presentazione della RI-economy tenuta da Cristiano Bottone (il suo blog è https://ioelatransizione.wordpress.com/about/ ). E’ stato un incontro interessante e gestito con ritmo, alleggerito anche dalle frequenti battute e dai modi sorridenti di Cristiano. Presenti molti giovani: ottimo segnale!

L’approccio, che si rifà all’esperienza delle Transition Towns (http://transitionitalia.it),  è positivo perchè anziché atterrire il pubblico con descrizioni a tinte fosche, cerca di far capire che una via percorribile per le comunità è quella di prendere coscienza delle proprie risorse a livello locale e di auto organizzarsi allo scopo di migliorare la propria vita e la propria capacità di rispondere con successo alle varie crisi (sociali, economiche, ambientali) : in questo modo si contribuisce anche alla diminuzione dell’impatto sul pianeta e non é poco… 

Una delle cose più interessanti della serata è stata la descrizione di come tentare di rendere una comunità più capace di superare le crisi. In sostanza è emerso che:

  1. chi amministra un comune, sindaci in testa, spesso non ne conosce gli aspetti economici
  2. data la complessità di una comunità anzichè affrontare tutti i settori la RI-economy si concentra solo su due ambiti: cibo ed energia
  3. spesso nelle comunità locali si creano gruppi omogenei che tendono ad isolarsi dagli altri (noi siamo bravi e abbiamo capito tutto, sono gli altri che fanno gli errori…) anziché cercare di coinvolgere tutte le forze positive presenti nella comunità: diversità =ricchezza
  4. nell’ambito della analisi sulle filiere cibo ed energia si cerca di capire come gli appartenenti alla comunità spendono i soldi disponibili (una parte resta nella comunità una parte esce e va altrove es. per pagare il gas ai fornitori nazionali), se ci sono margini di risparmio e cosa si può ottenere reinvestendo in  loco i soldi risparmiati. 
  5. le decisioni vengono prese all’interno della comunità (autodeterminazione)

Questi processi portano la comunità locale ad avere una visione, ad immaginare il proprio futuro.

Da questi percorsi nascono nuove attività e nuove imprese.

Le imprese esistenti e i servizi istituzionali iniziano a “ripensarsi”

Occorre liberare il genio collettivo della comunità.

A S.Giovanni Persiceto (Bologna 28.000 ab) dove è nata la prima comunità hanno individuato in 70 milioni di euro la quota di ricchezza che “usciva” dalla comunità: di questi se ne potrebbero recuperare almeno 7…

Per chi vuole approfondire:

http://transitionitalia.it

https://ioelatransizione.wordpress.com/about/

 

 

 

SEMPLIFICAZIONE FISCALE. MANCA LA MUSICA

febbraio 10, 2017 in Attività locali da ListaCivicaItaliana.org

Pubblichiamo di seguito un pungente comunicato della Fondazione Commercialisti Italiani sulla “semplificazione fiscale” una delle tante parole stra-abusate della nostra classe politica. Leggetelo e diffondetelo! Grazie.

 

La semplificazione fiscale sarebbe una bella canzone. Così bella che potrebbe vincere il Festival. Ed è un vero peccato che le parole da cui è composta non siano mai state messe sul pentagramma da un valido musicista. L’argomento è a tal punto importante che i Governi succedutisi alla guida del Paese negli ultimi venti anni, si sono sentiti in dovere, a suon di promesse, di assicurare la semplificazione e la riduzione degli adempimenti. Ma, fra tanti parolieri, nessun musicista: la canzone resta incompiuta e le scadenze non solo non diminuiscono ma aumentano. Sono ormai migliaia le leggi fiscali italiane. E fra leggi normali, leggi di un solo articolo con centinaia di commi, decreti attuativi tardivi o non emanati neppure in costanza di legge, decreti ministeriali, decreti legge modificati durante la conversione, provvedimenti, circolari, risoluzioni, interpelli, dottrina, giurisprudenza, interpretazioni, finanziarie e stabilità varie, la parola caos diventa un semplice eufemismo.

E’ proprio il caso di dire che la chiarezza, le semplicità e la certezza, in campo legislativo sono parole sconosciute, perse come sono in un labirinto normativo che farebbe invidia a Dedalo.

La prassi normativa, per esempio, imposta da leggi insipienti, è sconfinata.

Le Circolari dell’Agenzia delle Entrate, emanate nel 2016 sono state 45. Furono: 38 nel 2015; 32 nel 2014; 39 nel 2013; 49 nel 2012; 54 nel 2011; 61 nel 2010; 58 nel 2009; 62 nel 2008; 75 nel 2007; 37 nel 2006.

Le Risoluzioni invece, ammontano a 123 nel 2016; 107 nel 2015; 119 nel 2014; 101 nel 2013; 114 nel 2012; 132 nel 2011; 143 nel 2010, 287 nel 2009, 482 del 2008, 395 nel 2007 e 149 nel 2006.

In totale la prassi amministrativa conta 2.702 documenti in undici anni, quasi 250 l’anno!

Ponderare su questi numeri non sarebbe inutile, giacché se è vero come è vero che la giusta burocrazia è quella che non rende schiavi, nel nostro Paese esiste uno schiavismo preoccupante.

Per capire quanto siano eccessive le scadenze, è sufficiente visitare il sito dell’Agenzia delle Entrate dove, nella sezione Strumenti, si trova lo scadenzario. Ci si accorge, per esempio, che le scadenze del mese di gennaio 2017 sono racchiuse in 47 pagine.

Nel 2016 le pagine erano 30. L’aumento è pari al 56,67% solo nel mese di Gennaio!

Nell’intero anno 2016 invece, erano contenute in 1.058 pagine!

Nel 2015 le pagine erano 801, mentre erano 869 nel 2014 e 920 nel 2013. Non servono commenti.

Più volte nelle disposizioni legislative è stata prevista l’introduzione di semplificazioni al fine di ridurre il peso della burocrazia. Spesso però, dopo un iniziale intervento in tal senso, sono state introdotte nuove e più complicate disposizioni. Vogliamo, per finire, fare una riflessione: quando il marasma burocratico era inesistente e le scadenze erano poche decine in tutto l’anno, si urlava e si inveiva contro l’evasione fiscale. Esattamente come oggi. Ma allora, si chiede il cittadino comune: a cosa servono la burocrazia, i moduli e gli adempimenti?

Livorno, 09.02.2017 FONDAZIONE COMMERCIALISTITALIANI Michele Cinini

21 gen 2017 – Resoconto di LCI sulla riunione nazionale dei Comitati del NO a Roma

gennaio 26, 2017 in Attività locali da ListaCivicaItaliana.org

Presenti per Lista Civica Italiana Luigi Branchetti (membro anche del Comitato per il NO dell’Umbria) e Roberto Brambilla (Membro anche del Comitato per il NO di Concorezzo – MB).

Ci si trova presso lo SpinLab in via di Santa Croce di Gerusalemme, un grande immobile occupato ex sede dell’INPDAP e utilizzato per ospitare 180 nuclei familiari in difficoltà.

La sala da trecento posti è gremita, tantissime persone in piedi. Età media piuttosto elevata, qui e là qualche giovane. Tutte le regioni italiane rappresentate. Il programma della giornata è stilato nel modo più classico ovvero apertura del prof. Domenico Gallo del Comitato per il NO al referendum costituzionale, interventi dei e delle partecipanti facenti parte dei Comitati (tantissimi, tutti di buon livello), interventi (dopo approvazione da parte dell’assemblea) di qualche esponente di partito, chiusura di Alfiero Grandi.

Al tavolo della presidenza – al quale è stato appiccicato un bell’origami a forma di gufo – Alessandro Pace, Massimo Villone, Mauro Beschi. In sala molti volti noti che hanno difeso la costituzione: da Felice Besostri a Sandra Bonsanti, da Paolo Maddalena a Lidia Menapace, da Tomaso Montanari alla neomamma Anna Falcone. Tra i giovani Martina Carpani coordinatrice nazionale degli studenti per il NO che impressionerà tutti per la passione e la freschezza del suo intervento. La sala è resa più colorata dai disegni che più di cento vignettisti hanno inviato nei mesi scorsi per sostenere la campagna del NO: verranno ringraziati in mattinata con l’omaggio della copia anastatica della Costituzione.

Nell’intervento di apertura, Domenico Gallo ricorda la storia del Coordinamento Democrazia Costituzionale: una storia che colpisce perchè parla di cittadini e cittadine che senza particolari aiuti, con buona parte della stampa e dei media ostili, con pochi fondi sono comunque riusciti a ottenere un bel NO in questa decisiva quanto “pericolosa” tappa della storia della Repubblica.

Il risultato di questo enorme impegno oltre al NO ottenuto è un patrimonio di 35 comitati per il NO all’estero e di circa 680 in Italia; tutti indipendenti e autonomi, con un embrione di organizzazione a rete e con un gruppo centrale – i famosi professori soprannominati da qualcuno anche “gufi” o “parrucconi” – che si limita ad un leggero coordinamento. Ora – dice Gallo – la domanda é “cosa fare?” Dalle regioni viene la richiesta di non smobilitare perchè tutti hanno la percezione che si è vinto un round, non l’intero incontro. I poteri che hanno trasformato in poco tempo un sindaco in un capo di governo, non si rassegneranno certamente e quindi occorre tenere alta la guardia. Ci sono almeno due ragioni dice Gallo: la prima è che non abbiamo ancora l’esito dei ricorsi sull’Italicum e non sappiamo come sarà la legge elettorale. Il secondo è che la democrazia è in perenne pericolo. La nostra Costituzione va rilanciata e sostenuta.

La sua conclusione è che occorre batterci ancora per ottenere una completa agibilità delle istituzioni (si pensi ad esempio alle province che esistono ancora ma di cui – grazie alla legge Del Rio – non eleggiamo più i rappresentanti); la sovranità popolare deve essere recuperata appieno.

Il nostro programma futuro di azione deve vedere ancora impegnate una pluralità di forze (cita i liberali, il centro sinistra, la sinistra), però non possiamo occuparci di tutto, dobbiamo limitarci al terreno della politica istituzionale. Quindi elenca come prossimi obiettivi:

– la preparazione di una petizione che tenga presente sia la sentenza della Corte Costituzionale di martedì 24 che di un testo già fatto circolare dal coordinamento nazionale che elenca una serie di requisiti auspicati per la futura legge.

– una azione di sostegno alla petizione che verrà lanciata per sostenere una legge elettorale degna di questo nome e l’organizzazione di incontri pubblici per promuovere consapevolezza

– sostegno ai referendum sociali promossi dalla CGIL

– azioni per rendere più facile l’accesso da parte dei cittadini ai referendum

Dopo l’approvazione della legge elettorale, Domenico Gallo propone di organizzare una nuova riunione dei comitati; inoltre i due comitati esistenti nati per due obiettivi diversi (uno per il NO e uno contro l’Italicum) potrebbero essere riuniti in uno solo.

Il prof. Alessandro Pace presidente del Comitato per il NO dice che si deve tornare ad un rigoroso rispetto dell’art. 138 Cost. e quindi non si devono più presentare riforme costituzionali complesse che riguardino più argomenti contemporaneamente: è scorretto rispetto ai cittadini. Sottolinea anche quanto sia “deviata” la modalità italiana di elezione di secondo livello per le province unitamente a quella proposta (e fortunatamente bocciata nel referendum del 4/12) per il senato dove gli elettori non sono – come succede in altre nazioni “grandi elettori” incaricati allo scopo dal popolo, bensì sono persone elette che hanno tra le tante funzioni anche quella di eleggere in secondo grado altri rappresentanti.

Il prof. Massimo Villone – uno dei professori – ricorda che siamo solo all’inizio e che l’impresa di attuare la Costituzione richiede la vitale presenza della rete territoriale. E’ certo che le forze contrarie alla nostra Costituzione ci riproveranno.

Tomaso Montanari vicepresidente di Libertà e Giustizia. LeG pensa che i Comitati vadano mantenuti. Occorre fare una azione popolare per l’attuazione della Costituzione. Auspica una legge elettorale proporzionale con una ragionevole soglia di sbarramento. Auspica inoltre una leggera modifica dell’art.138 per mettere in salvo la Costituzione e l’attuazione dell’art. 53 per una tassazione progressiva. Ricorda che i Comitati vanno valorizzati perchè più importanti dei leader e dice che sarebbe un errore introdurre una sorta di centralismo romano.

Anna Falcone Vicepresidente del Comitato per il NO. Ringrazia tutti per il grande impegno che ha contribuito alla crescita civile e politica dell’Italia. Ritiene che non ci siano le condizioni per fare un partito ma sottolinea che abbiamo una grande missione politica: quella di rendere viva e concreta la nostra Costituzione. Ricorda anche che uno dei punti di forza dei Comitati del NO è che hanno visto la partecipazione di tante anime diverse (dai cattolici alla sinistra, ai liberali ecc.). E’ necessario mantenere aperto il dibattito politico che abbia anche una grande attenzione ai problemi dell’ambiente. Stiamo vivendo una fase storica che vede il passaggio da una democrazia rappresentativa ad una democrazia partecipata.

——– o ——–

Iniziano gli interventi dei Comitati. Molti richiedono in maniera più o meno esplicita una riflessione sulle modalità organizzative della rete dei Comitati del NO con suggerimenti anche per una elezione democratica del coordinamento nazionale e per migliorare l’organizzazione della rete e la partecipazione dei Comitati. Molti altri chiedono una decisa iniziativa per l’abolizione del pareggio di bilancio in Costituzione (art 81 come modificato dal governo Monti) e auspicano inoltre il ritorno ad una legge elettorale proporzionale.

Alla fine del pomeriggio ci sono tre interventi, uno di Benzoni del comitato socialista del NO , uno di Pancho Pardi e uno di Roberto Brambilla di Lista Civica Italiana che riguardano il problema di come dare rappresentanza politica all’attuazione della Costituzione. Brambilla fa rilevare che da decenni, un elevatissimo numero di associazioni e gruppi si battono per migliorare la società italiana, ma questo grande impegno comunque non ha impedito un degrado generale della nostra democrazia e una notevole produzione di cattive leggi promulgate dal parlamento. Forse occorre cambiare strategia stornando una parte delle enormi energie che vengono impiegate “a valle” per mettere pezze alle cattive decisioni politiche, per applicarle invece “a monte” cercando di migliorare la qualità del parlamento e delle sue leggi. Quindi da un lato va bene che i Comitati del No restino un movimento di pressione, ma una parte di noi – che sente il problema – se non vogliamo condannarci allo sfinimento per i decenni futuri deve  necessariamente organizzarsi in rete per essere in grado di elaborare una proposta politica nuova e organizzare una campagna elettorale allo scopo di mandare persone migliori in parlamento. In questo senso però è importante tenere presente gli errori del passato e quindi riprogettare il modo con cui si fa politica: occorre in particolare porre molta attenzione per evitare di ricreare piramidi di potere. Occorre darsi da subito regole per prevenire le deviazioni dovute alla irrefrenabile fame di potere, ricchezza e autoaffermazione che caratterizza gli umani e darsi una organizzazione che sia “plurale” e orizzontale, senza dare spazio al leaderismo.

In chiusura Alfiero Grandi legge un “documento finale” largamente condivisibile al quale l’assemblea apporta piccole ma importanti integrazioni quali la precisazione che la legge elettorale auspicata deve essere “proporzionale” e l’introduzione – tra gli obiettivi futuri – dell’eliminazione del pareggio di bilancio dalla Costituzione (art 81). Concludendo – e questo è il parere di Lista Civica Italiana – occorre migliorare molto la gestione di incontri nazionali come quello del 21 gennaio. In particolare sarebbe necessario concordare prima un OdG, definirlo in maniera più precisa e articolata specificando gli obiettivi di ogni sessione. Occorre inoltre porsi il problema di come dare voce a chi non può partecipare. Sarebbe stato utile – ad esempio – che il documento finale dell’Assemblea fosse stato inviato a tutti i comitati per la raccolta di osservazioni dando però una precisa scadenza entro la quale rispondere. E’ solo prestando attenzione al coinvolgimento di tutti/e che si crea partecipazione, coesione, crescita e conseguente voglia di fare “insieme”.

Questo non significa che l’attuale Coordinamento nazionale sia “da buttare” (anzi!), significa che occorre trovare un miglior equilibrio democratico tra coordinamento centrale e comitati locali.

Se vogliamo difendere la democrazia e la Costituzione dobbiamo essere i primi ad applicarla al nostro interno.

Milano, 11 gennaio. Una proposta di legge elettorale

gennaio 9, 2017 in Attività locali da ListaCivicaItaliana.org

CICLO DI INCONTRI 2016 – 2017 “LE PAROLE DELLA POLITICA”
A CURA DI ALFREDO MARINI

Gli elettori con il voto del 4 dicembre 2016 hanno respinto a larga maggioranza la revisione costituzionale presentata nell’aprile del 2014 e approvata dal Parlamento nel 2016. Ora è evidente la disarmonia dell’ordinamento elettorale, specie nei sistemi elettorali di Camera e Senato. Durante le consultazioni per formare il nuovo governo il Presidente della Repubblica ha invitato a rivolgere tutti gli sforzi a superare tale difficoltà.
In questo incontro si cercherà di valutare, nel pieno rispetto della Carta costituzionale, in attesa dell’udienza del 24 gennaio 2016 della Corte Costituzionale, i passi necessari per armonizzare i sistemi elettorali di Camera e Senato

Oltre a fare il punto sulla complicata situazione della normativa elettorale post-referendun, verrà presentata la proposta di legge elettorale messa a punto dall’Istituto.

MERCOLEDÌ 11 GENNAIO 2017 – ORE 17,00

SALA BAUER, SOCIETÀ UMANITARIA, VIA SAN BARNABA 48 MILANO

AMOS NANNINI Presidente Istituto: Introduzione

GIORGIO GALLI Direttore Istituto: Il punto sulla situazione politica

DANIELE V. COMERO Resp. sez. politico elettorale dell’Istituto: La legge elettorale proposta dall’istituto: lex civibus

FELICE C.BESOSTRI Avvocato e costituzionalista: I ricorsi sull’italicum e le possibili decisioni della corte costituzionale

 

Una bella notizia: Riconosciuto il diritto a presentare petizioni al Consiglio del Trentino-Alto Adige / Südtirol

dicembre 23, 2016 in Attività locali da ListaCivicaItaliana.org

23 dic 2016. Una bella notizia prima di Natale per porgere a tutti auguri di Buone Feste!

Pubblichiamo il comunicato stampa degli amici di Iniziativa per più Democrazia – Initiative fur Mehr Demokratie:

 

La associazioni Iniziativa per Più Democrazia di Bolzano e Più Democrazia in Trentino hanno raggiunto il primo obiettivo che si erano preposte con la presentazione della petizione regionale per uniformare le norme sulla trasparenza dei comuni del Trentino-Alto Adige al resto d’Italia. Hanno infatti visto riconosciuto il diritto a presentare petizioni a livello regionale nonostante il regolamento interno del Consiglio non lo prevedesse esplicitamente.

Il presidente Widmann, nella comunicazione ufficiale inoltrata ai proponenti il 14 dicembre, ha informato i proponenti che è intenzione del consiglio ampliare la disciplina per garantire una degna trattazione alle petizioni popolari presentate al Consiglio regionale. Le associazioni colgono con soddisfazione la volontà di recepire le buone pratiche già in uso presso il Consiglio provinciale di Trento in ordine all’iter e alla rilevanza pubblica riservata alle petizioni.

Raggiunto questo primo obiettivo, le associazione, restando a disposizione della commissione competente per l’illustrazione del testo presentato il novembre scorso, attendono ulteriori aggiornamenti per quanto riguarda l’iter legislativo riservato alle richieste della petizione: uniformare le norme sulla trasparenza contenute nell’ordinamento regionale dei comuni al resto del Paese, assicurare una maggiore inclusione delle associazioni civiche locali nella valutazione dei piani della trasparenza e di prevenzione della corruzione e garantire la pubblicizzazione sul sito delle istituzioni regionali delle sanzioni applicate alle amministrazioni comunali inadempienti con riferimento agli obblighi di trasparenza.

Per ulteriori info:  info@dirdemdi.org    www.dirdemdi.org

 

I CACCIATORI DI TRENTO E BOLZANO POTRANNO UCCIDERE QUALSIASI SPECIE ANIMALE

novembre 29, 2016 in Attività locali da ListaCivicaItaliana.org

CLAMOROSO VIA LIBERA GOVERNO,
I CACCIATORI TRENTO E BOLZANO POTRANNO UCCIDERE QUALSIASI SPECIE ANIMALE,
ANCHE QUELLE PROTETTE E ALL’INTERNO DEI PARCHI
 
LE ASSOCIAZIONI ANIMALISTE E AMBIENTALISTE:
“UN FATTO INCONCEPIBILE E INACCETTABILE. CI APPELLIAMO AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA MATTARELLA PER FERMARE LA DEREGULATION VENATORIA”
 
 
“Ci appelliamo al Presidente della Repubblica Mattarella perché non sottoscriva le modifiche volute dalla province autonome e dal Governo, che consegnano nelle mani dei cacciatori delle province di Trento e Bolzano, tutte le specie di animali selvatici presenti sul territorio, anche all’interno dei parchi, trasformati anche questi in terreno di conquista dei cacciatori”. È questo l’appello di ENPA, LAC, LAV, LIPU e WWF in relazione all’approvazione di una norma collegata alle disposizioni in materia di autonomia delle province, grazie alla quale i cacciatori di Bolzano e Trento potranno uccidere qualsiasi animale selvatico, anche quelli appartenenti a specie protette a livello internazionale, anche all’interno dei parchi.
 
I limiti imposti dalla legge nazionale sono così annullati in forza di un inaccettabile ed incostituzionale accordo concordato con il Ministero dell’Ambiente. Tale decisione, quindi, è gravemente lesiva della Costituzione, delle norme nazionali internazionali ed europee poste a tutela della fauna selvatica e del diritto alla vita delle marmotte e di tutte le specie protette. La fauna selvatica è patrimonio indisponibile della Stato (articolo 1 della Legge 157/1992) e per questo chiediamo al Presidente Mattarella di dare un segnale importante della presenza dello Stato a tutela della fauna minacciata da questa incredibile deregulation venatoria.
 
“E’ inaccettabile che il governo, forse per la spasmodica ricerca di consenso politico, utilizzi gli animali selvatici come fossero moneta di scambio elettorale: un atto contrario al più elementare principio di rispetto degli equilibri ambientali, che legittimerà l’uccisione di animali protetti in tutto il resto del nostro Paese e d’Europa”concludono le Associazioni.
 
Uffici Stampa di ENPA, LAC, LAV, LIPU e WWF
 
Roma, 28 novembre 2016