BASTA REGALI ALLE FONDAZIONI BANCARIE !

CASSA DEPOSITI E PRESTITI : BASTA REGALI ALLE FONDAZIONI BANCARIE !   La Cassa Depositi e Prestiti è stata privatizzata nel 2003, con l’arrivo delle Fondazioni bancarie (30%). Per favorirne l’ingresso, sono state assegnate loro azioni privilegiate (con diritto a…

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Incontro pubblico Grandi opere inutili in Lombardia: quando basta?

Sabato 16 febbraio la società civile si dà appuntamento a Milano

con i candidati presidenti

Milano, 11.02.2013 – Sabato 16 febbraio, a una settimana dalle elezioni regionali, il Coordinamento nord sud del mondo e la Rete Civica Italiana, con il sostegno di numerosi comitati e associazioni, hanno organizzato un incontro (ore 14, presso le Acli, in via delle Signora 3 a Milano) per mettere a confronto esperti, comitati e candidati alla presidenza e al consiglio regionale sul problema irrisolto delle grandi infrastrutture lombarde.

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Liste civiche: diffidare dalle imitazioni!

Anche Mario Monti ha presentato la sua lista e si aggiunge al folto elenco degli aspiranti premier che usano il termine “civico” per qualificarsi.

La Lista civica italiana – che ha tutte le carte in regola per definirsi civica – ritiene che l’uso del termine “civico” implichi alcuni precisi punti programmatici riguardanti la valorizzazione dei “cittadini/e”che dovrebbero essere inseriti nei programmi di chi fa uso di quell’aggettivo.

Innanzi tutto occorre dare più voce e potere ai cittadini con gli strumenti della democrazia diretta da affiancare a quelli della democrazia rappresentativa. Questi strumenti sono utilizzati con successo in molti paesi del mondo (Svizzera, California, ecc.) e si concretizzano nel referendum confermativo da lanciare nel periodo di latenza (100 giorni) delle leggi approvate dal parlamento, nell’iniziativa popolare per permettere ai cittadini di proporre e far approvare leggi che il parlamento non fa come quella sul conflitto di interessi che né la destra né la sinistra hanno mai prodotto; infine il quorum a zero per la validità dei referendum e la procedura di revoca del mandato per i politici che si rendessero indegni di proseguire il mandato o non rispettassero la volontà degli elettori. Il secondo punto programmatico è volto ad evitare la formazione di nuove caste: quindi non più di due mandati parlamentari, riduzione dei privilegi e dimezzamento degli emolumenti con destinazione dei fondi risparmiati a favore di progetti per il benessere dei cittadini.

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