Documento Assembleare

 

Proposta politica strategica e operativa

 

di Lista civica italiana (LCI).

 

 

Approvato dall’Assemblea nazionale del 16 novembre 2014.

Scarica qui il Documento Assembleare definitivo del 16 nov 2014  in formato pdf

 

Questo documento é destinato a tutti coloro che non si riconoscono nell’attuale

 

politica italiana, che si battono nei territori per i beni comuni, per la solidarietà e la

 

democrazia, per fare impresa in modo pulito e per creare lavoro sostenibile e non

 

pensano alla politica come mezzo per ottenere privilegi o come lavoro per la vita.

 

 

 

Riprendiamoci il futuro entrando nei luoghi

 

dove si decide!

 

Creiamo un polo civico

 

 

 

Paragrafi:

Sintesi del documento

1) Premessa: da dove viene LCI, il suo percorso costituente

2) L’analisi della desolante politica italiana e la necessità di creare un polo civico per il cambiamento dell’Italia

3) I possibili valori di riferimento per quanti volessero aggregarsi al Polo civico

4) Le regole indispensabili per evitare il ritorno alla vecchia politica

5) Possibili obiettivi programmatici del polo civico

6) Coinvolgimento dei/delle giovani… per i/le giovani

7) Come autofinanziarsi

8) Proposta di attività da fare in rete a breve termine (autunno 2014-primavera 2015)

 

 

Sintesi del documento:

Lista Civica Italiana si rivolge a tutti i portatori di interesse – con una attenzione particolare ai giovani – che si battono

per una società più giusta, civile e solidale e per una economia che rispetti le persone e l’ambiente e a quanti non si

riconoscono nell’attuale classe politica.

A partire dalla considerazione che l’approccio “associazionistico” – solitamente apartitico – non ha impedito lo sfascio

delle istituzioni, LCI ritiene che il perseguimento di quell’obiettivo non possa prescindere dall’ottenimento di una forte

presenza in parlamento.

 

LCI ritiene quindi indispensabile fare una analisi (paragrafo 2) e trovare una strategia per smettere di dover rincorrere

le scelte di forze politicheche evidentemente non operano per il bene comune.

Purtroppo il Movimento 5 Stelle non dà segni di disponibilità a fare alleanze con movimenti affini mentre la sinistra è

bloccata tra autoconservazione e chiusure ideologiche.

LCI ritiene opportuno iniziare a lavorare per creare i presupposti per la formazione di un Polo civico e per fare

questo propone a tutti gli interessati di condividere valori comuni (paragrafo 3) e di individuare alcuni obiettivi

programmatici (paragrafo 5) da perseguire con altre forze affini allo scopo di mandare in parlamento persone in grado

di produrre il cambiamento auspicato.

Di importanza prioritaria il coinvolgimento dei giovani (paragrafo 6).

LCI é aperta ad alleanze con altri partiti non tradizionali (con una eccezione descritta al paragrafo 4) e a fare

rete con tutti i gruppi checondividano un ristretto elenco di valori di riferimento e di nuove modalità e nuove

regole per fare politica (paragrafo 4).

 

LCI con questo documento propone (paragrafo 8) alcune attività e alcuni metodi di azione per iniziare da subito

a creare una rete lavorando insieme su alcuni obiettivi concreti e raggiungibili tra cui una rete per informare

e formare i cittadini e campagne di voto con il portafoglio.

 

 

 

1) Premessa: da dove viene LCI, il suo percorso costituente

 

Lista civica italiana (LCI) é indipendente dai partiti tradizionali e nasce dall’impegno di persone provenienti

da aree politiche diverse e dall’esperienza di liste civiche locali che a partire dal 2011 hanno deciso di fare

un processo costituente partecipato e aperto a tutti il cui nome era: Per una lista civica nazionale.

Dopo decine di riunioni, non potendo andare avanti all’infinito a non avere una precisa identità giuridica e formale,

si è deciso di concludere il processo e di formalizzare la nascita di Lista Civica Italiana con l’Assemblea nazionale

di Rimini del 2013.

Da allora a quanti vogliono organizzare un nuovo progetto costituente proponiamo:

– di capire a fondo lo spirito del progetto di LCI ed eventualmente di aderire collaborando dall’interno al suo miglioramento;

– di fare il lungo processo costituente e alla fine dello stesso, trovata una propria identità e una missione, di valutare se e

come collaborare.

 

L’ obiettivo di LCI é di affrontare e risolvere problemi concreti di immediato interesse di cittadine e cittadini

e di battersi per applicare e mantenere vivi in Italia i valori fondanti della nostra Costituzione.

 

Le spinte fondamentali alla creazione di LCI sono state date dal desiderio di superare le sterili diatribe dei partiti

tradizionali che troppo spesso nascondono solo interessi di parte e dalla constatazione che se si lavora – senza

mettersi in rete – solo su singoli temi seppur importanti (come grandi opere, legalità, commercio equo, gruppi

di acquisto solidale ecc.) o sul solo livello comunale o provinciale (anche se palestra di una gestione

della cosa pubblica dal basso e partecipata) si continua a “mettere pezze” alle decisioni prese dal potere

centrale nazionale (si pensi ai tagli agli enti locali).

Dal confronto è emersa la necessità di di elaborare una nuova visione del mondo capace di dare significato a un

progetto di cambiamento rispetto all’attuale sistema neo-liberista.

Da qui la decisione – dopo due anni di studi e di confronti aperti – di creare nel marzo del 2013 un soggetto politico

denominato “Lista Civica Italiana-cittadini protagonisti” con l’obiettivo di portare in Parlamento le persone

migliori che, su una popolazione di 60 milioni di abitanti, sicuramente esistono, più preparate, più generose e

credibili delle attuali.

 

LCI vuole rivoluzionare la politica passando dal soporifero leaderismo

televisivo alla responsabilità diffusa dei “cittadini protagonisti”.

 

LCI vuole essere un mezzo per la ricerca dei modi con cui si possa lavorare in rete con altre componenti

dell’area civica anche se partecipanti ad altri partiti nascenti o esistenti (ma non tradizionali, ovvero che

svolgono o hanno svolto funzioni di governo. Questo non impedisce che in parlamento invece si facciano

alleanze con tutti mirate al raggiungimento di precisi obiettivi).

 

Possiamo quindi definire LCI come uno strumento di lavoro a disposizione di chi lo vuole usare per il

bene comune, non un mezzo per procurarsi potere, soldi e poltrone: la sua carta di intenti e il suo statuto

lo dimostrano.

 

Collante motivazionale del gruppo promotore è stata ed è la condivisione di valori di fondo, quali la nonviolenza,

la difesa del territorio, la coscienza dei limiti del pianeta e la conseguente necessità di una riconversione ecologica

dell’economia, il desiderio di dare più potere ai cittadini affiancando la democrazia diretta alla democrazia rappresentativa,

la legalità, la difesa e attuazione della Costituzione e l’applicazione dell’art. 53 della Costituzione che prevede il concorso

di tutti alle spese pubbliche in modo progressivo e basato sulla effettiva capacità contributiva dei cittadini.

 

 

2) L’analisi della desolante politica italiana e la necessità di creare un polo

civico per il cambiamento dell’Italia

 

La disgregazione della società e delle istituzioni italiane avanza rapidamente: occorre invertire la marcia prima

che sia troppo tardi.

Non c’é tempo di aspettare il partito dei sogni che raggiunga il 51% e risolva tutti i problemi.

LCI é conscia quindi della necessità, per chi aspira a governare, di dover costituire una alleanza tra partiti diversi

piuttosto che stare a fantasticare rispetto ad un soggetto politico unico.

Ha quindi preferito ragionare in termini “strategici e trasversali” restando nel campo del possibile.

Per fare questo ha effettuato una analisi delle aree in cui si collocano gli elettori italiani e dei loro partiti di riferimento:

i risultati purtroppo per ora sono desolanti e forse l’unica vera speranza é data dalla grande area del non voto

dove potrebbere rifiorire una nuova consapevolezza dell’azione sociale.

 

Innanzi tutto si è constatato che:

  • circa un 50% del totale degli elettori é giustamente disgustato dai partiti tradizionali, non va a votare e però

           potrebbe essere rimotivato a farlo,

  • un 20 % dei votanti é abbastanza fedele al Movimento 5 Stelle, ma questo partito con scarso senso politico

          (o peggio per facilitare lo sfascio dell’Italia e la sua consegna alla finanza e alle multinazionali), per ora non ha

           mai fatto alleanze con forze pulite e nuove a livello regionale o comunale e pare voglia perseverare su questa linea

  • ancora oggi esiste una parte di elettorato che ritiene importante avere dei riferimenti di “sinistra” nel programma.

          A proposito di quest’ultima area speriamo che una buona parte degli elettori del PD si accorga finalmente che il

          loro partito è diventato neoliberista e quindi lo abbandoni. Per quanto riguarda la nascita di nuovi gruppi di sinistra

          ci pare che questi soffrano dei problemi che affliggono i gruppi politici italiani quali: personalismi, caccia alla poltrona,

          non considerazione e valorizzazione dell’immenso patrimonio di esperienze locali, presenza di “soliti noti” che dietro

          le quinte decidono tutto, presenza di partiti che mirano ad “saltare sul nuovo” per l’autoconservazione.

          Le formazioni della sinistra dovrebbero inoltre smettere di credere di avere l’”esclusiva” su argomenti come

          giustizia, equità ecc.

 

  • una grossa parte di elettorato sia di destra e che di sinistra si fa ancora ammaliare dalle promesse della crescita

          economica e da slogan capillarmente diffusi dai media quali “ce lo chiede l’Europa” o “ce lo chiedono i mercati”.

 

Alla luce di queste analisi LCI ritiene che sia giunto il tempo di lanciare la proposta di un soggetto politico (Polo civico)

che si rivolga all’area civica ovvero a quelle persone che vogliono semplicemente mettere al centro della politica la

persona e le sue esigenze per vivere serenamente nel rispetto dello spirito della nostra Costituzione.

Questo Polo civico potrebbe essere di tipo federativo.

 

 

3) I possibili valori di riferimento per quanti volessero aggregarsi al Polo civico

 

Come é stato detto, LCI ha già avuto numerosissime occasioni di confronto con altri soggetti politici e non politici

e ha quindi una idea abbastanza precisa di quali potrebbero essere i valori aggreganti su cui basare il programma politico.

Eccoli di seguito:

 

difesa e attuazione della Costituzione che LCI non ritiene immodificabile se ciò significa renderla sempre più adatta

al perseguimento del bene comune. A questo proposito LCI pensa che quanti intendono riscrivere la Costituzione rischiano

di dedicare energie ad un processo non prioritario in questo momento facendo in tal modo un favore a quanti stanno

attuando il piano per togliere sovranità allo stato e ai/alle cittadini/e e azzerare l’autonomia degli enti locali .

legalità e lotta alla corruzione

difesa del territorio, dell’ambiente e del patrimonio italiano (cultura, arte, paesaggio, piccole e medie imprese,

agricoltura e turismo eco compatibili, creatività, cibo)

coscienza dei limiti del nostro Pianeta e conseguente necessità della riconversione ecologica dell’economia

difesa del lavoro, in tutte le sue espressioni, quale valore di riferimento per il riconoscimento e l’inclusione sociale,

per il riconoscimento e il rispetto della dignità individuale di ogni cittadina/o

lotta alla finanza speculativa e alle sue degenerazioni

– fiducia nei giovani e coinvolgimento dei giovani che sono il nostro futuro e loro partecipazione attiva e alla pari al

progetto politico, senza “sfruttamenti” di sorta.

Infine senza la certezza che tutti condividano:

– integrazione della democrazia rappresentativa con la democrazia diretta ritenuta strumento indispensabile per

giungere ad una democrazia “matura”.

 

 

4) Le regole indispensabili per evitare il ritorno alla vecchia politica

 

LCI pensa che un buon numero di cittadine e cittadini possano tornare ad attivarsi con entusiasmo in prima

persona e a votare solo se avranno la certezza che i soggetti politici da eleggere siano competenti, puliti e credibili.

 

Il nuovo sarà effettivamente “nuovo” se sarà caratterizzato dalle seguenti regole:

 

1) Numero dei mandati limitato (a questo proposito LCI Intende studiare quali ammortizzatori sociali siano necessari

in caso di disoccupazione dopo il mandato: LCI non cerca infatti politici-martiri, ma persone che si prestano alla politica

per passione e per l’ interesse “personale” di veder funzionare bene lo Stato)

2) Revisione al ribasso degli emolumenti: un politico non può guadagnare in un mese quello che un operaio guadagna in

un anno.

3) Eliminazione dei privilegi (il politico deve essere un cittadino tra i cittadini)

4) Nomina dei candidati attraverso elezioni primarie aperte anche a associazioni, comitati, gruppi ecc. legate ai territori

di riferimento. I candidati devono avere alle spalle una storia di impegno personale che dimostri la loro credibilità, competenza

e “generosità sociale”.

5) Adozione della democrazia diretta all’interno del nuovo soggetto politico (questo implica che tutti i suoi aderenti dispongano

di strumenti statutari per mettere in discussione l’operato dei rappresentanti interni e dei componenti delle strutture di

coordinamento, per revocare i mandati, per proporre / abrogare iniziative/decisioni dei gruppi di coordinamento a qualsiasi

livello). Esistenza di procedure di garanzia per le procedure sanzionatorie (es. espulsione).

6) Trasparenza contabile e gestionale

7) Indipendenza dai partiti tradizionali

8) Non candidabilità di politici che siano riconoscibili come rappresentanti di partiti tradizionali salvo eccezioni di manifesta

rottura dal partito di provenienza, supportata dalla storia pregressa che confermi la statura e la coerenza della persona e

del politico. Tali ammissioni dovranno comunque essere decise unicamente dalle Assemblee nazionali.

 

 

5) Possibili obiettivi programmatici del polo civico

 

1 – difesa dei beni comuni dalla privatizzazione, inalienabilità dei beni comuni

2- contenimento della finanziariarizzazione dell’economia e dei suoi effetti negativi sulle persone e le istituzioni

3- riappropriazione da parte dello Stato della Banca d’Italia e istituzioni di banche pubbliche locali, riforma della Cassa

Depositi e Prestiti a pieno vantaggio delle politiche virtuose degli Enti Locali, intervento sul debito pubblico richiedendo

immediatamente l’audit del debito stesso. Divisione tra banche di investimento e banche commerciali

4 – politica delle piccole opere diffuse anziché delle attuali grandi opere inutili (es. EXPO2015, TAV, autostrade inutili ecc.),

ovvero risignificazione del concetto e della definizione di “grandi opere” come quelle opere a vantaggio reale della

popolazione e non dei poteri forti politici, economici e finanziari, opere capaci di rispettare l’ambiente e il territorio, le risorse

locali, la storia e le tradizioni, le possibilità di innovazione, promuovendo l’economia locale e nazionale e l’occupazione

reale come: il riassetto idro-geologico dei territori, la salvaguardia boschiva e il ripopolamento, il rilancio di una agricoltura

di qualità (biologica e a Km zero), recupero e valorizzazione dei centri storici e del patrimonio artistico e culturale, ecc.

5 – promozione della scuola, sanità, trasporti pubblici, Diritto allo studio

6 – ricerca di base ed applicata a patto che sia in armonia con la vita e i viventi del nostro pianeta,

7 – promozione dell’economia solidale e delle filiere corte,

8 – legge sul conflitto di interessi, legge per regolamentare i partiti

9 – riforma della giustizia con semplificazione della selva legislativa che rende incerto il diritto e riduzione dei tempi per

ottenere giustizia,

10 – riforma fiscale basata su criteri di equità, solidarietà, progressività, giustizia secondo il dettato dell’art.53 della

Costituzione con tassazione per tutti i soggetti basata sulla effettiva capacità contributiva (=reddito – spese per la vita

dignitosa della propria famiglia) e sulla progressività

11 – legge contro la corruzione,

12 – ritorno alla meritocrazia per l’accesso alle cariche pubbliche, eliminazione della partitocrazia che infesta ogni angolo

della vita pubblica

13 – riconversione ecologica dell’economia, riqualificazione energetica e/o antisismica del patrimonio edilizio italiano,

messa in sicurezza delle scuole

14 – creazione di posti di lavoro sulla base della vera ricchezza italiana che é data dal clima, il paesaggio, il patrimonio

culturale, la creatività, il cibo di qualità, il sole e le energie alternative, l’industria di qualità

15 – tutela delle piccole e medie imprese e difesa dei diritti dei lavoratori

16 – legge per il terzo settore e per il cooperativismo per facilitarne la vita ed evitare gli abusi

17 – legge per facilitare l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro e per permettere il reinserimento a quanti ne siano

stati espulsi.

18 – tutela della maternità e della paternità e dei primi anni di vita del bambino/a come uno dei momenti più belli della

vita di una persona

19 – proposte per la messa a punto di strumenti più efficaci sia per la difesa della Costituzione (ad es. Maggiori

prerogative per la Corte Costituzionale in tema di controllo ) che per la sua attuazione attraverso la introduzione di

specifici strumenti democratici (es. referendum propositivi indirizzati alla sua attuazione)

20 – legge elettorale del parlamento nazionale di tipo proporzionale

21- attuazione di un sistema per la valutazione degli effetti reali delle leggi adottate

 

Ovviamente LCI nella fase iniziale si occuperà di due obiettivi: lanciare una proposta di riforma fiscale e la

promozione di politiche per la creazione di posti di lavoro e di imprese in armonia con le limitate risorse del pianeta.

 

 

6) Coinvolgimento dei/delle giovani… per i/le giovani

 

I/le giovani sono praticamente assenti dalle istituzioni di governo della cosa pubblica e tanto meno le problematiche dei

giovani hanno visibilità sociale.

Se oggi si parla di loro e, in certi ambiti politici, si inseriscono giovani in posti di comando, ciò avviene per cooptazione

ossia per scelta personale del leader di turno.

D’altra parte la cultura non ha nei giovani i testimoni diretti ma li vede prevalentemente come soggetti passivi.

 

La scuola, fino ai livelli più alti come l’Università, tende a deproblematicizzare la visione della realtà offerta ai giovani,

rendendoli sempre più dipendenti e ritardando l’acquisizione della loro autonomia.

Il precariato è ormai la dimensione prevalente che caratterizza l’esperienza lavorativa giovanile.

LCI vuole essere partecipe assieme ai giovani per superare questo stato di cose con progetti e iniziative condivise anche

con loro.

 

Per questo, dà anche la disponibilità ad aprire sul suo sito un “blog” per i giovani in cui comunicare, iniziative, punti di

vista, problemi, richieste, occasioni di incontro, informazioni su come i giovani vivono la loro realtà e i rapporti con scuola,

famiglia e istituzioni compreso quelle di governo della cosa pubblica.

 

LCI ritiene che il Parlamento dovrebbe essere caratterizzato da una buona presenza di giovani in quanto sono loro, più

di tutti, interessati a costruirsi un futuro libero, piacevole e sereno.

LCI intende quindi approfondire la fattibilità legale e amministrativa di una procedura che permetta di selezionare un

nutrito gruppo di giovani che desiderino impegnarsi in politica, sulla base dei seguenti requisiti:

– aver lavorato per un congruo periodo come volontario o promotore di organizzazioni conosciute e operative di

  qualsiasi livello (locale-nazionale) nei settori sociale, ambientale e culturale.

– essere sostenuti da detti gruppi

– avere possibilmente un titolo di studio

– avere buone referenze da parte del contesto sociale di provenienza

 

Considerate inoltre le nuove modalità di fare politica previste da LCI (di cui al paragrafo 4 punto2) sarebbe possibile

creare, in modo trasparente, i presupporti per la formazione di un fondo costituito a partire da una quota degli emolumenti

dei parlamentari e dagli eletti in generale, da utilizzare per assicurare a loro un emolumento dignitoso e per supportare

economicamente altri/e giovani che lavorino per dare vita a:

 

– incontri, seminari e momenti formativi (scuola estiva…) finalizzati alla cultura civica, alla convivenza pacifica e alla

  educazione di solidarietà sociale tra tutti i cittadini

– una scuola per acquisire competenze per la gestione della cosa pubblica, della pubblica amministrazione (in particolare

  per la preparazione di futuri candidati)

– un centro studi in grado fornire documentazione sugli avvenimenti e i processi che ci interessano e ci coinvolgono e di

  analizzare le politiche di governo in atto,

– un tavolo di lavoro per tenere i contatti con tutti i portatori di interesse esistenti sui territori, aiutandoli nelle loro attività,

  in relazione agli obiettivi e ai valori espressi e distintivi della LCI.

 

Queste strutture non devono diventare carrozzoni, ma devono essere sottoposte annualmente a procedure da parte degli

aderenti a LCI per verificarne l’efficacia

 

 

 

7) Come autofinanziarsi

 

LCI propone l’autofinanziamento popolare e/o donazioni di parlamentari “indipendenti dai partiti tradizionali” e desiderosi di

facilitare la costituzione del nuovo soggetto politico.

 

 

 

8) Proposta di attività da fare in rete a breve termine (autunno 2014-primavera 2015)

 

 

A) Informazione/formazione

 

La principale necessità di un soggetto politico é quella di ottenere il consenso dei/delle cittadini/e perché senza consenso

non si hanno voti. Il consenso si genera creando cultura e consapevolezza diffuse e fornendo strumenti di

comprensione della realtà in cui viviamo.

Purtroppo la stampa italiana e la televisione sono in mano a poteri che cercano di orientare il pubblico a loro uso e consumo.

E’ quindi impensabile – tranne rare e lodevoli eccezioni – considerarle come strumenti da poter utilizzare per informare le

persone – ancora la maggioranza – che non dispongono una connessione a internet.

 

Non potendoci quindi permettere di creare nostri giornali o TV la proposta di LCI é di organizzare:

 

A1) Incontri pubblici.

Organizzare – cominciando dall’autunno 2014 e sulla scorta di esperienze nazionali già effettuate con successo – una

serie di incontri pubblici in tutta Italia sui seguenti 4 ambiti:

  • conoscenza della Costituzione evidenziandone gli articoli che – se applicati – permetterebbero una vita migliore.

          Requisiti di una buona legge elettorale rispettosa dei cittadini

  • conoscenza dei limiti del pianeta a partire dall’impronta ecologica e conseguente necessità di riconvertire ecologicamente

          l’economia creando posti di lavoro e aiutando le imprese a convertirsi. Il lavoro e la gestione sociale delle imprese

          La “crescitaeconomica” come mito impossibile.

  • effetti della finanza internazionale sulla nostra vita, gli effetti del fiscal compact, problema del debito e di come

          uscirne, trattati TTIP; riforma fiscale basata sull’articolo 53 della Costituzione

 

Elemento comune a tutti gli incontri deve essere la sensibilizzazione dei cittadini circa il loro grande potere, di cui non

hanno ancora preso coscienza, consistente nella possibilità di scegliere i prodotti o i servizi delle aziende che basino la loro

attività su criteri rispettosi delle persone, dell’ambiente e della qualità della vita in generale: il cosiddetto voto con il portafoglio.

 

A2) Volantinaggio sincronizzato.

Organizzare grazie ai gruppi, ai comitati e alle sezioni locali esistenti in Italia la diffusione a tappeto e in modo sincronizzato

(es. nell’arco di due settimane) di volantini il cui testo sia scritto in maniera chiara da esperti (e ovviamente – ove possibile –

tramite le reti internet) raggiungendo quelle tante persone che non sono ancora in rete. Il logo dovrà essere possibilmente

l’insieme dei simboli delle singole parti proponenti. La descrizione del volantinaggio si trova su

http://retecivicaitaliana.it/volantinaggio-diffuso-sincronizzato/

Tutto ciò ovviamente va affiancato con l’utilizzo degli strumenti a basso costo più efficaci per diffondere i messaggi in rete

 

B) Rete operativa organizzata.

 

Creazione di una rete organizzata indipendente da partiti tradizionali per:

– raccogliere firme per i referendum di interesse comune,

– raccogliere firme per presentare alle elezioni i citati soggetti politici senza dover dipendere da partiti già esistenti

– attuare campagne di voto con il portafoglio.

 

Allo scopo di facilitare queste iniziative LCI si impegna ad avviare una mappatura di enti potenzialmente interessati alla

creazione di questa rete.

 

 

Alleghiamo l’analisi SWOT emersa durante la giornata di sabato 15 novembre

 

Analisi n.1

Da compilare rispetto alla vostra esperienza reale di fare politica e/o cambiamento in modo efficace.

Perchè non ci si riesce ad unire? Perché non si riesce a lavorare insieme visto che i valori sono tendenzialmente simili?

 

 

SRispetto alla realtà interna al nostro gruppo:

punti di forza

1) Onesta e voglia reale di cambiamento.

2) Impegno costante

3) Entusiasmo ed eccellenza

4) Impegno, esperienza, trasparenza, esempio,

          coerenza

5) Un progetto che attua la Costituzione

 

6) Lotta alla mafia, corruzione, democrazia

           diretta
   

7) Informazione e partecipazione
        
 

 

WRispetto alla realtà interna al nostro gruppo:

punti di debolezza

1) Si attende la imbeccata di un leader

2) Difficoltà a considerare che interventi veramente

efficaci devono prendere di petto la situazione

generale e il cambiamento radicale della situazione

economica, politica, sociale e culturale con l’uscita

dal sistema capitalistico e la globalizzazione

(economia non di mercato ma col mercato…).

3) Da qui anche la valutazione dell’urgenza del

cambiamento.

4) La crisi economica

5) La “burocraticizzazione della vita”

6) Mania di protagonismo (auto-celebrazione)

7) Parcellizzazione

8) Mancanca di conoscenza delle istituzione e

la Costituzione

 

O Rispetto alla realtà esterna al nostro gruppo:

opportunità

 

1) Difficoltà a considerare che interventi

    veramente efficaci devono prendere di petto

    la situazione generale e il cambiamento radicale

    della situazione economica, politica, sociale e

    culturale con l’uscita dal sistema capitalistico e

    la globalizzazione (economia non di mercato

    ma col mercato…).

2) La crisi (cambiamento)

3) Possibilità di personaggi noti di riferimento

4) Declinare oggi la parola “Antifascismo”

5) Come LCI siamo portatori di un grande

    capitale, ma anche gli altri

6) LCI ha una grande competenza su molte

    tematiche (Costituzione, Ambiente, Istituzioni)

 

T Rispetto alla realtà esterna al nostro gruppo:

minacce

 

1) Attenzione ai “Falsi profeti”

2) Attenzione alle reazioni delle forze politiche 

dominanti e di governo la cui reazione sarà

pesante con risvolti imprevedibili a livello

personale e collettivo.

3) Scarsissima conoscenza da parte degli

Italiani dei diritti e doveri.

4) Mancanza di senso civico

5) Contaminazione con soggetti politici esistenti

6) Rischio di diventare satellitari rispetto ad

altri movimenti

7) Pensare di aver raggiunto la ufficialità

8) Rischio di deviazione anarchico-insurrezionale

 

 

 

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