
COMUNICATO STAMPA del 1 aprile 2026
LCI per il 25 aprile invita a partecipare a “Scateniamoci” per una nuova indispensabile liberazione
Lista Civica Italiana propone alle organizzazioni della società civile, alle liste civiche, ai cittadini e alle cittadine di partecipare a “Scateniamoci”, una iniziativa rivoluzionaria, nonviolenta, semplice ed economica, che avrà luogo il 25 e 26 aprile in occasione della festa della liberazione.
Lo scopo è di diffondere con tutti i mezzi possibili una nuova chiave interpretativa della realtà: gran parte dei problemi attuali come sfiducia nelle istituzioni, guerre, cambiamento climatico, derive autoritarie, sono causati dal modo patologico con cui l’occidente ha organizzato la politica rendendola debole e impotente.
Occorre riscoprire il significato profondo della Politica ridandole la sua dignità e autonomia di grande invenzione umana per confinare il potere e per definire un orizzonte comune per le comunità umane senza ricorrere alla violenza.
E’ la politica ben organizzata che produce comportamenti etici e la pace, non viceversa!
Chi aderisce all’iniziativa riceverà da LCI un fac simile di volantino con la sintesi di questo comunicato. Il testo potrà essere personalizzato con il logo del proprio gruppo, adattato alla propria realtà e dovrà essere diffuso nel territorio in occasione delle manifestazioni del 25 aprile (ma anche dopo…).
LCI consiglia il volantinaggio perché permette di parlare direttamente con le persone trasmettendo emozioni e passione. In alternativa c’è la “vecchia” modalità della rete, sicuramente utile ma mediata da uno schermo…
LCI si rivolge in particolare al mondo giovanile messo nel tritacarne dalla logica del puro profitto, a tutti i “diversamente giovani” che ancora lottano per un mondo migliore, alle famiglie che fanno fatica a tirare la fine del mese e non hanno più fiducia nell’attuale modo di fare politica, alle reti e ai gruppi che si battono per obiettivi sacrosanti e trovano nella politica un muro di gomma.
Gli scioperi del 5 marzo degli studenti tedeschi che lottano contro la leva obbligatoria, la vittoria del NO al referendum del 22 marzo, il movimento “NO Kings” del 28 marzo sono segnali di una società mondiale che si sta svegliando. Per adesso il risveglio è una reazione a situazioni evidentemente inaccettabili come il genocidio a Gaza, il disprezzo del diritto internazionale, il riarmo al posto del welfare, l’attacco all’impianto della nostra Costituzione.
Purtroppo manca ancora la presa di coscienza che le società del mondo sono immerse in una forma di pensiero che risale a 2400 anni fa e che prende le mosse dall’affermazione aristotelica “La politica deve fare il bene” . (Per capire vedi qui ). Questo vecchio paradigma, che a prima vista appare ovvio e condivisibile, occulta la vera causa che sta portando l’occidente e l’umanità verso il rischio di sparire dalla faccia della Terra.
La politica è organizzata per blindare le stesse persone nei luoghi del potere e infatti gli attuali detentori del potere sono spesso molto anziani: manca la cinghia di trasmissione tra la società civile portatrice di problemi, visioni e soluzioni e chi fa le leggi per tutti. Occorre creare “Politicità sociale” organizzando spazi e producendo regole per permettere alla società civile di produrre atti politici. L’attuale stato di fatto è l’apoteosi dell’ipocrisia, frustra le nuove generazioni e genera uno spreco enorme di energie umane e idee. Occorre passare ad un nuovo paradigma che sblocchi questa situazione.
Fortunatamente esiste ed è basato sugli studi quarantennali del filosofo italiano Giuseppe Polistena: prevede in estrema sintesi che la politica NON possa essere considerata come un lavoro a vita e quindi le cariche istituzionali vadano temporizzate, che chi è nella dirigenza di un partito NON possa candidarsi in parlamento e chi viene eletto NON possa avere alcun potere nel partito. Solo così il partito può fare gli interessi della cittadinanza. Solo un partito che adotti queste regole può dimostrare una sincera volontà di cambiamento.
LCI sta tentando di concretizzare queste nuove idee.
Per capire gli effetti del vecchio paradigma basta fare un confronto tra due situazioni referendarie del 2026 e del 2024.
2026. Il referendum ha avuto come oggetto l’indipendenza della magistratura. I partiti dell’opposizione hanno partecipato.
2024. La società civile ha tentato di raccogliere le firme per far indire un referendum allo scopo di modificare il Rosatellum e permettere alla cittadinanza di esercitare il diritto costituzionale di scegliere i propri rappresentanti. I partiti, i sindacati e persino CGIL e ANPI, hanno negato la collaborazione facendo fallire la raccolta delle 500.000 firme necessarie.
Queste due esperienze indicano chiaramente che quando una iniziativa referendaria va a toccare le forme organizzative, legate agli interessi e le poltrone di partiti “amici”, prevalgono logiche che non sono a favore della cittadinanza e mettono da parte la Costituzione.
La sinistra, il M5S, ma anche i partiti di opposto orientamento dovrebbero riflettere a fondo su questo punto se vogliono ottenere il consenso, far tornare le persone alle urne e, soprattutto, scongiurare le crisi sistemiche che ci aspettano inesorabili.
Il nuovo paradigma comporta effetti dolorosi per chi vive di politica e questo ne rallenterà l’affermazione. LCI pensa che si tratti di una rivoluzione talmente eccezionale per correggere un processo storico nato male, da richiedere un approccio “umano e nonviolento” soprattutto rispetto agli eletti ma anche a tutti i “nominati dalla politica”: quell’esercito di circa 90.000 persone le cui nomine sfuggono al controllo della cittadinanza e che operano ai vertici di enti, talvolta anche inutili, ma che sono parte integrante e complemento della politica patologica.
A questo proposito LCI propone alla società civile di organizzare con i dovuti tempi gli stati generali della politica che permettano a tutti di approfondire il nuovo paradigma perché è una sorta di passaggio obbligato per la sopravvivenza dell’umanità sul pianeta e potrebbe essere lanciato proprio dall’Italia, la culla del diritto.
Una volta capito che l’occidente si trova davanti ad un bivio e che la decisione di cambiare il paradigma è di vitale importanza, chi attualmente vive di politica dovrebbe approvare due leggi da approvare simultaneamente.
La prima per garantirsi una pensione per una vita tranquilla: i costi di questa operazione sono molto più bassi di quelli dei danni provocati dal persistere del vecchio paradigma. Non è connivenza quella di LCI, è semplicemente una scelta di chi capisce che siamo davanti ad un processo storico talmente esteso e profondo da richiedere un approccio realistico, pacificatore e nonviolento.
La seconda per istituire una costituente rappresentativa di tutta la società civile che, come nel 1946, traduca in pratica quelle tre regole che abbiamo citato e ripensi a come l’attività politica vada strutturata per armonizzare il dettato del nuovo paradigma con le esigenze umane di chi si prestasse temporaneamente alla politica.
LE PROPOSTE ALLA SOCIETÀ CIVILE
LCI alla luce del risultato referendario e della campagna “Scateniamoci!” propone alla società civile tre obiettivi da avviare a breve termine:
1) organizzare una rete aperta, inclusiva e paritetica per permettere alla società civile di fare campagne su temi condivisi e di reagire in poche ore a emergenze come un attacco alla Costituzione o un progetto di legge liberticida ecc.
I valori unificanti di questa rete potrebbero essere gli stessi di LCI : la non violenza, il rispetto del pianeta, i principi fondanti della Costituzione. Il modo di lavorare potrebbe essere il “metodo del consenso” già sperimentato dalla Rete di Lilliput agli inizi del 2000: “si lavora su ciò che unisce, si continua a discutere su ciò che divide”. Questa rete dovrebbe fare al suo interno formazione sul nuovo paradigma e impegnarsi alla creazione della Costituente. Le organizzazioni della società civile hanno tutto l’interesse a darsi questa priorità perché altrimenti si condannano a lottare all’infinito contro gli effetti della politica disfunzionale senza mai andare alla vera causa di quei problemi che poi combattono. Far parte della rete non vuol dire abbandonare i propri obiettivi statutari. Significa entrare in rete con altri enti, far conoscere i propri progetti conoscendo quelli altrui, entrare in un clima di reciproca fiducia, far circolare e sostenere le campagne in un ambito molto più vasto secondo le priorità scelte insieme.
2) creare scuole di Politica per sviluppare il senso civico e la conoscenza del nuovo paradigma. Queste scuole organizzate con modalità semplici e poco costose, saranno rivolte alla popolazione soprattutto la più debole. Solo chi capisce il valore della nostra Costituzione può difenderla senza farsi abbindolare da slogan banali. Una diffusa cultura costituzionale renderebbe irricevibili proposte di modifica grossolane e quindi il tempo dedicato alle scuole verrebbe recuperato risparmiando mesi di campagne per bloccare iniziative legislative destabilizzanti.
3) organizzare una iniziativa post referendaria per chiedere a tutti i partiti che hanno dichiarato di voler “far funzionare la giustizia” di passare ai fatti dando così un segnale forte a quanti non credono più nelle istituzioni.
Per risolvere l’annoso problema della giustizia occorre potenziare l’organico e investire nella formazione del personale delle cancellerie addetto all’inserimento dei dati nei diversi e complessi sistemi applicativi informatici. I concorsi per la nomina di nuovi magistrati devono essere associati a concorsi per l’assunzione di cancellieri a loro supporto.
Lo stato dovrebbe infine garantire l’attuazione delle sentenze dei giudici soprattutto quando i vincitori appartengono alle fasce sociali deboli e non hanno i mezzi economici per far rispettare le decisioni dei giudici. E’ socialmente devastante vincere formalmente ma non concretamente.
Constatiamo che sino ad oggi, indipendentemente dal colore politico dei governi, si trovano i fondi per grandi opere inutili ma non si trovano i fondi per permettere alla macchina della giustizia di lavorare decentemente.
Chi fosse interessato a partecipare alla pari con LCI alla campagna “Scateniamoci” ci contatti info@listacivicaitaliana.org e compili questo modulo Organizzeremo a breve un incontro on line per tutti e inoltre il 26 aprile a Concorezzo (Monza e Brianza) si terrà un incontro conviviale con il filosofo Giuseppe Polistena e con il professor Tiziano Telleschi della Rete delle Università per la pace.
Chi poi ci vuole aiutare si iscriva e inviti i suoi contatti a registrarsi per ricevere la newsletter e comunicati come questo
Si ringrazia https://it.freepik.com/ per la foto di apertura

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