
Lista Civica Italiana per dare un senso diverso alla festa Repubblica porge questa proposta ai tantissimi (piccoli) gruppi, associazioni, comunità e reti a tema, liste civiche veraci che esistono in Italia (nel seguito “gruppi”), invitando a diffonderla. Si tratta di una rete radicalmente diversa dalle reti che hanno un obiettivo particolare: è una rete che, visti i tempi, ha lo scopo di RESTARE UMANI, ovvero di conoscersi anche con momenti conviviali, di creare fiducia reciproca, sostenere chi tra noi è in difficoltà, indirizzare le forze su obiettivi condivisi e imparare ad usare meglio e in un modo nuovo gli strumenti della politica.
Prima di proseguire vi invitiamo a guardare questo breve cartone animato
https://www.youtube.com/watch?v=S9Ef5WL53Vg,
vale più di mille parole.
Questi gruppi, che probabilmente sono la parte migliore e poco visibile della società attuale, sono promotori di iniziative molto utili per migliorare la società e l’ambiente; purtroppo poiché non sono in rete tra loro non riescono ad avere peso politico e quindi non riescono a contrastare le leggi spesso assurde e generatrici dei problemi ambientali e sociali che poi si trovano a combattere. Da soli non riescono a risolvere alla radice i problemi e quindi si sfiniscono come i criceti sulla ruota.
Inoltre l’estrema complessità del nostro tempo richiede una sintesi politica che permetta una azione coerente, condivisa e programmata.
Purtroppo nell’attuale “mondo alla rovescia”, la parte migliore della società civile anziché trovare nelle istituzioni un appoggio, trova tanta burocrazia, costose procedure e spesso anche uno strisciante boicottaggio.
Chi presta il proprio tempo, le proprie capacità a favore di questi gruppi si alza ogni mattina sapendo che dovrà lottare contro tutti e tutto per fare cose che dovrebbero essere ovvie come produrre cibo buono, creare relazioni sane, rispettare il pianeta, perseguire la pace, fermare gli sprechi di denaro pubblico e gli attacchi alla salute pubblica.
E’ tempo che i “gruppi” si organizzino unendosi in una rete inclusiva adatta al loro livello, che sia paritetica, parli la loro lingua, li comprenda, abbia valori semplici e condivisibili, metodi di decisione chiari, sia anche capace di usare gli strumenti della politica quando lo si riterrà opportuno. I gruppi che entrano in questa rete non devono rinunciare alla loro identità e, ovviamente, continuano a impegnarsi per il loro scopi.
Devono però riservare un minimo di tempo per:
– partecipare agli incontri della rete,
– imparare a leggere quei meccanismi istituzionali non percepiti dai più (le forme della politica) che determinano la possibilità o meno di partecipare alle scelte dello stato,
– individuare conseguenti campagne strategiche comuni, allo scopo di migliorare strutturalmente lo Stato italiano che da ostacolo deve diventare collaboratore attivo e facilitante. Se riuscissimo a ottenere risultati su questo aspetto, il tempo dedicato alla rete sarebbe ampiamente ripagato.
La rete deve avere lo stesso spirito della Costituente del 1947. Persone con ideologie diverse sono state capaci di trovare un accordo perché l’obiettivo era “alto”: era di dare all’Italia appena uscita dalla guerra una Costituzione che permettesse di sperare in un futuro migliore.
Ora l’obiettivo è di fermare chi pensa solo al profitto e crede, solo perché ha le risorse materiali per farlo, di poter soggiogare e omologare l’umanità tramite il controllo computerizzato, le guerre e un uso senza regole della forza. (N.B. : facendo una analisi più approfondita l’espressione più corretta sarebbe: Ora l’obiettivo é di cambiare quelle forme della politica e dell’economia che permettono l’esistenza di persone che pensano solo al profitto…)
Si tratta di impegnarci tutte e tutti per privilegiare la solidarietà, il perseguimento di una vita serena e ricca di senso per tutti e tutte e la capacità di godere della bellezza che ancora ci circonda rispettando il nostro unico Pianeta.
I gruppi italiani ed europei grazie alla cultura e la storia secolare che hanno alle spalle, possono avere un ruolo importante per la sperimentazione di nuove idee, per tessere legami con gli altri popoli del mondo e dare inizio ad una nuova civiltà basata sul rispetto, la tolleranza e il ripudio della guerra.
1) Occorre riscoprire il senso profondo della politica per poter restare umani!
La politica è la più alta e nobile invenzione umana, non è una attività insita naturalmente negli esseri umani: va coltivata, studiata e diffusa in ogni scuola di ogni ordine e grado. Il senso profondo della politica è quello di far dialogare portatori di interessi diversi allo scopo di trovare un punto di convergenza senza ricorrere alla violenza. Ha inoltre una sua intrinseca dignità e autonomia e quindi non necessita della stampella dell’etica o della morale perché è la politica ben organizzata che genera comportamenti etici. Attualmente tutta l’attività politica è stata fagocitata dalle istituzioni ed è per questo che la cittadinanza non ha strumenti per influenzare le scelte dello stato: manca la cinghia di trasmissione con chi fa le leggi per tutti.
L’occidente inoltre, per uno scherzo della storia, ha organizzato la politica in un modo intrinsecamente corruttivo e disgregante perché la politica concepita come il lavoro della vita diventa il primo obiettivo degli eletti a scapito di quelli sociali, ambientali e della promozione della pace.
Un popolo che non è consapevole del valore della politica, non la difende, non la sa utilizzare e quindi resta in balia dei poteri che la usano per i loro fini.
2) La rete che proponiamo
2.1) I valori che proponiamo sono: la nonviolenza, il far pace con il Pianeta, gli articoli fondanti della Costituzione italiana, la creazione di “politicità sociale”. Occorre inoltre abbandonare le vecchie categorie della politica “Amico – Nemico” proposte dal filosofo tedesco Carl Schmitt (1888 – 1995) e adottare quelle proposte dal filosofo Giuseppe Polistena “Tutti – Nessuno”. Tutti devono essere ricompresi nello sguardo della politica, nessuno deve avere tanto potere da prevaricare sugli altri.
2.2) Il metodo di lavoro è quello del consenso: si lavora su ciò che unisce e si continua a discutere su ciò che divide.
2.3) La struttura della rete. La rete non avrà capi “nazionali”, ma un gruppo di facilitazione, non avrà cerchi magici. Avrà inoltre dei nodi regionali e locali in grado di agire in autonomia all’interno delle linee decise insieme. Non ci sarà un/una portavoce unico/a ma si parlerà per competenza. La rete si doterà di un comitato scientifico; organizzerà assemblee che decideranno la linea da tenere e gli obiettivi comuni da perseguire. Sarà strutturata in gruppi di lavoro con le persone più competenti disponibili: ciascun gruppo godrà di una ampia autonomia fino a prova contraria.
La rete dovrà essere resiliente perché ha un compito molto difficile da svolgere: fino a quando non ci sarà una coscienza diffusa del fatto che l’Occidente sta rischiando di implodere e che la vita sul pianeta rischia di estinguersi, fino a quando non sarà conosciuto e diffuso il nuovo paradigma della politica caratterizzato dalle categorie “Tutti – Nessuno” non avremo vita facile perché il nostro impegno verrà banalmente scambiato per una lotta per prendere il posto di comando attualmente occupato da altri totalmente immersi nella logica “Amico-Nemico”.
2.4) Nei periodi senza elezioni la rete sceglierà alcune campagne “strategiche e simboliche” tra quelle proposte dai membri della rete (es. eliminazione delle bombe atomiche nelle basi militari in Italia, boicottaggio delle aziende che sostengono genocidi o guerre, promozione delle energie alternative per liberarci dal fossile, sostegno a aziende in crisi ecc.) e/o si impegnerà per sistemare i nodi strategici che stanno alla base delle difficoltà che poi ci vessano ogni giorno: pensiamo alla legge elettorale che da oltre venti anni blinda in parlamento chi ci sta già ed esclude forze vitali come quelle dei gruppi. Oppure alla necessità di normare lo sviluppo dell’informatica e dei social allo scopo di toglierla dalle mani di pochi e metterla in mani ben controllate dalla cittadinanza; o a fare in modo che l’Italia diventi parte attiva per la riforma dell’ONU allo scopo di renderla una assemblea di popoli con i mezzi idonei e l’autorevolezza per fermare le guerre e coordinare le attività umane sul pianeta. Non ci sarà mai pace se gli stati non effettueranno una cessione di sovranità ad un organismo sovranazionale. La sovranità degli stati è la benzina delle guerre, purtroppo è un efficace specchietto per le allodole sbandierato da politici senza scrupoli.
2.5) Nei periodi elettorali, quando la rete si sentirà pronta e avrà deciso di usare gli strumenti della politica, inizierà col redigere un programma elettorale facendo una sintesi delle istanze che i gruppi captano ogni giorno nel territorio, si consulterà con i migliori esperti, avrà formato per tempo le migliori persone della società civile scelte per sorteggio in un paniere di “aventi i requisiti” proposti dai gruppi della rete. La rete, senza ricorrere all’intermediazione dei partiti tradizionali che purtroppo sono nel vecchio paradigma della politica, darà vita alla campagna elettorale per far eleggere i propri candidati. Con una particolare regola che scaturisce dal nuovo paradigma della politica: chi fa parte del coordinamento della rete non si può candidare nelle istituzioni e che viene eletto non può avere potere nella rete. Inoltre la politica non può più essere considerata come un possibile lavoro per la vita. Quindi i mandati devono essere limitati al massimo a due, poi si torna a casa oppure si va a fare scuola ai prossimi candidati. Non ci devono essere porte girevoli. E’ evidente che occorre riflettere molto bene sugli aspetti umani di questo nuovo modo di fare politica perché chi si presta alla politica e non appartiene a categorie “fortunate” sarebbe svantaggiato e non potrebbe permettersi di fare politica. Allo stesso modo occorre pensare anche a come risolvere il problema di coloro che attualmente hanno fatto della politica il lavoro della loro vita: sono il risultato di un processo storico dovuto a forme della politica che solo ora cominciamo a comprendere. Anche questo è un problema che va affrontato con metodi nonviolenti e umanità.
3) Due certezze e una speranza.
Abbiamo la certezza che l’attuale sistema basato sul vecchio paradigma della politica porta l’umanità all’estinzione.
Abbiamo la certezza che la transizione dal vecchio al nuovo paradigma della politica è necessaria e urgente forse ancor più della transizione energetica verso le rinnovabili: la seconda sarebbe molto più rapida se la prima fosse già realtà.
Abbiamo la speranza che il nuovo paradigma della politica, pur con tutti i problemi attuativi legati ai processi che riguardano gli esseri umani e le loro debolezze, possa essere un passo avanti verso una nuova civiltà.
Restiamo umani!
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Sul sito www.listacivicaitaliana.org si trovano vari articoli che permettono di approfondire alcuni concetti qui espressi.
Ricordiamo che la proposta di LCI poggia su:
– gli studi trentennali del filosofo Giuseppe Polistena pubblicati in maggio 2022 col libro “Politica, questa sconosciuta” (Mimesis Edizioni)
– il percorso politico di LCI che parte dall’esperienza di Rete Lilliput (2000), continua con la Rete civica Italiana (2009) e il percorso fondativo durato due anni e svolto da associazioni e liste civiche veraci che poi ha portato nel 2013 alla costituzione di Lista Civica Italiana. Nel novembre del 2019 LCI ha avuto modo di conoscere in anteprima gli studi di Giuseppe Polistena e ha deciso da subito di considerarli tra gli elementi alla base del suo modo di concepire la politica.
A questo scopo LCI sta anche aggiornando il proprio statuto per renderlo del tutto rispondente al nuovo paradigma della politica e alla rete qui descritta.

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