La strage di Parigi ci ha lasciati addolorati, sgomenti, arrabbiati. Tutti sentiamo il bisogno di reagire. Ricordiamo quello che il premier norvegese Stoltenberg disse dopo la strage di Utoya del 2011: “Reagiremo con più democrazia, più apertura e più diritti”.
Non vogliamo cedere alla paura e all’odio, perché riteniamo che alla violenza non si debba opporre altra violenza e all’odio si debba reagire con coraggio rimuovendo alla radice le cause che lo provocano. Rifiutiamo la logica di chi divide il mondo in base alla religione, al colore della pelle, alla nazionalità, all’orientamento sessuale. Rifiutiamo la logica di chi specula sulla morte per i propri interessi, alimentando la spirale di odio e di violenza.

È il momento di stare insieme, di far sentire la voce di tutti quelli, e sono tanti, che di fronte alla morte e alla violenza rispondono con il dialogo, la solidarietà, la pratica dei diritti, l’amore e il rispetto del nostro pianeta, la nonviolenza. Tutti quelli che non fanno distinzione tra le vittime di Utoya e Peshawar, di Baqa, di Baghdad, e Parigi, nel Mediterraneo e a New York. Tutti quelli che credono che diritti, democrazia e libertà siano l’unico antidoto alla guerra, alla violenza e al terrore. Dove l’odio divide, i diritti possono unire.

Ciascuno di noi si domandi cosa può fare attivamente da domani, ognuno si assuma un pezzetto di responsabilità a cominciare dal cambiamento degli stili di vita, dal cambiamento delle scelte di consumo.

Ciascuno cominci a immaginare la guerra come un tabù.

Invitiamo a partecipare alla manifestazione di sabato 10 gennaio, alle 15,30 in piazza del Duomo
e a tutte le manifestazioni nonviolente che avranno luogo in Italia.

NB: Testo scritto a partire da quello di Maso Notarianni che ringraziamo.

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