Riceviamo dalla Segreteria del Comitato Referendario Pugliese

Bari, 10 maggio 2015

Gentile Segretario/Presidente/Portavoce, gentile candidati,

 In vista delle prossime elezioni regionali, come consueto per ogni appuntamento elettorale, ci rivolgiamo a quanti si presenteranno per chiedere quale sarà il loro impegno concreto rispetto alla concretizzazione e alla garanzia e del diritto umano all’acqua potabile, sancito dalla Risoluzione dell’Assemblea dell’ONU del 28/07/2010.

Tuttavia, questa volta la nostra richiesta non è rivolta a tutti indiscriminatamente, ma solo a quei partiti che non hanno sostenuto ufficialmente (per esempio Forza Italia, NCD) o nei fatti (per esempio PD e di SEL) il processo di mercificazione del bene comune Acqua in Puglia.

In particolare, ricordiamo come il PD e SEL – che per ben due campagne elettorali (e una campagna per le primarie) hanno dichiarato il proprio impegno per la ripubblicizzazione dell’Acquedotto Pugliese SpA e per il rispetto del diritto umano all’acqua, successivamente ufficializzato attraverso la delibera n. 1959 del 20/10/2009 – in realtà, non hanno MAI portato a termine tali impegni assunti con la cittadinanza pugliese (arrivando perfino a introdurre all’ultimo minuto – e ad approvare – emendamenti alla legge di  ripubblicizzazione dell’AQP SpA  prodotta dal tavolo tecnico congiunto con il Comitato pugliese “Acqua Bene Comune” che hanno determinato  la bocciatura da parte della Corte Costituzionale, a causa delle loro contraddizioni sul piano giuridico).

A oggi, infatti, l’Acquedotto pugliese è ancora una società per azioni che non si è adeguata agli esiti referendari e che, soprattutto, NON GARANTISCE IL DIRITTO UMANO ALL’ACQUA POTABILE. Inoltre, nel 2018, scadrà la concessione di AQP SpA e non solo non ci sono provvedimenti messi in campo per difenderlo dall’eventuale ingresso di privati, ma addirittura il 24 Marzo scorso è stato firmato un Protocollo d’Intesa con la società privata GORI “mirato all’instaurazione di stabili relazioni industriali” (come si leggeva sul loro trionfalistico comunicato stampa) che lascia ben pochi dubbi su quale sia la direzione in cui si stanno dirigendo. E questo è un fatto di inaudita gravità, una decisione degli gli attuali amministratori per la quale dovrebbero solo vergognarsi, ammesso e non concesso che ne siano capaci.

Per questo, CHIEDIAMO

a tutti gli altri partiti che intendono presentarsi, il loro impegno, nei primi 100 giorni di governo a:

 a) convocare un tavolo tecnico con la cittadinanza al fine di riscrivere una nuova legge per la ripubblicizzazione di AQP (oggi ancora una SpA, quindi azienda di diritto privato) che:

– concretizzi il principio del diritto umano all’acqua potabile per tutti;

– preveda meccanismi di controllo e partecipazione sociale alla gestione del servizio idrico integrato;

  b) rispettare la sovranità popolare (alla base della Carta costituzionale) dando corso a quanto emerso dal referendum, con provvedimenti volti a recepire realmente la volontà popolare di eliminare dalle tariffe l’equivalente della “remunerazione del capitale” (sotto qualsiasi forma).

Restiamo in attesa di una Sua risposta entro sabato 16 maggio comunicandole che renderemo pubblici i pareri espressi attraverso comunicati stampa e permanentemente sui nostri siti www.lacquanonsivende.blogspot.com; www.benicomuni.org,  sulla pagina facebook L’acqua non si vende, attraverso l’account twitter “acqua Puglia” nonché su tutti siti e i blog delle organizzazioni aderenti al Comitato pugliese “Acqua Bene Comune”.

In attesa di un cortese riscontro, si porgono cordiali saluti.

 

Perché si scrive acqua, ma si legge democrazia.

Segreteria del Comitato Referendario Pugliese “2 SI per l’Acqua Bene Comune”

per ulteriori informazioni sulla campagna per la ripubblicizzazione del servizio idrico in Puglia si invita a visitare il blog  www.lacquanonsivende.blogspot.com o il sito internet: www.benicomuni.org

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