Alla c.a. di Antonio Ingroia ed ai promotori di Cambiare Si Può.

Il progetto politico ed elettorale “Cambiare si Può” e il dott. Ingroia hanno rappresentato e incarnato la speranza per il paese di cambiare veramente le modalità della politica e ridare voce alla società civile.
Abbiamo detto di volere fermamente “un’iniziativa politica nuova e non la raccolta dei cocci di esperienze fallite, dei vecchi ceti politici, delle sigle di partito”.

Crediamo che le autentiche aspettative e speranze di un profondo cambiamento di questo nostro martoriato paese, siano state rese vane dal fatto che si è partiti con il piede sbagliato, accettando la pretesa di segretari di partito di candidarsi, anche allo scopo di salvare le loro formazioni portandole in parlamento.

Noi abbiamo aderito con entusiasmo all’appello per costruire un progetto politico “rivoluzionario”, basato sui fondamenti del civismo, assieme a tutti i soggetti che ne condividessero almeno gli elementi fondamentali, ovvero:
– RIFORMA DELLA POLITICA (abbattimento della casta, dei privilegi, limite dei mandati, riduzione degli emolumenti) mettendola in pratica da subito con queste elezioni;
– APPLICAZIONE DELLA DEMOCRAZIA DIRETTA E PARTECIPATA (da affiancare a quella rappresentativa, per dare ai cittadini la concreta possibilità di interagire con i rappresentanti esercitando la sovranità di cui all’art. 1 della Costituzione) a partire da regole democratiche di scelta dei candidati nei territori;
– DISTANZA DAI PARTITI (dare spazio agli elementi migliori della società civile e recuperare quella “freschezza” che i partiti hanno perso con la loro autoreferenzialità)
– ATTUAZIONE DELLA COSTITUZIONE e in particolare della riforma tributaria progressiva basata sul’articolo 53 che richiede una politica economica, sociale e fiscale ben precisa e interessa 40 milioni di elettori/contribuenti

Ora siamo chiamati a pronunciarci su una proposta IRRICEVIBILE: quella di essere gregari di una formazione politica capeggiata dagli apparati di partito, di cui Antonio Ingroia sarà ostaggio. L’esatto contrario dell’appello da noi sottoscritto!

Noi civici chiediamo al Dott. Ingroia di tenere fede alla promessa iniziale di non coinvolgere i capi partito e di indicare nuove regole da far adottare ai candidati per dimostrare concretamente la rinuncia ai privilegi della casta partitica, per dare a milioni di cittadine e cittadini un segnale incontestabile del valore politico di questa proposta elettorale.

Giusto per fare un esempio: come si fa ad essere credibili e parlare di “rivoluzione” con un Di Pietro ha sostenuto le grandi opere e che ha ostacolato l’istituzione della commissione per fare luce sulle violenze delle forze dell’ordine a Genova?

Se questo non dovesse avvenire nessuno di noi potrebbe partecipare a un processo che non rispetta la parte fondante dei nostri principi etici e politici.
Chiediamo in questo caso ai promotori di “Cambiare Si Può” di abbandonare questa proposta politica incapace di dar vita ad un reale cambiamento e di iniziare insieme un nuovo percorso alternativo politico ed elettorale.

Siamo ancora in tempo per un progetto elettorale coerente per il quale Lista Civica Italiana mette a disposizione risorse umane e competenze.
Con la società civile Cambiare #Si Può.

Ci auguriamo che l’anno nuovo inizi bene…

31 Dicembre 2012

Il Coordinamento nazionale di Lista Civica Italiana

Lara Benazzi – Lombardia
Michele Boato – Veneto
Roberto Brambilla – Lombardia
Luigi Branchetti – Umbria
Italo Campagnoli – Marche
Franco Casagrande – Piemonte
Giovanni Ceccotti – Umbria
Mimma Greco – Piemonte
Giovanni Palazzotto – Sicilia
Piergiorgio Pavarino – Liguria
Giovanna Piparo – Piemonte
Gianni Principi – Marche
Gabriele Volpi – Toscana

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