Il Teatro Brancaccio strapieno di persone. Anna Falcone e Tomaso Montanari hanno colto nel segno con il loro  appello. Noi di LCI abbiamo vissuto una situazione quanto meno strana perché le cose che hanno suscitato i maggiori entusiasmi sono quelle che diciamo da almeno quattro anni: attuare la Costituzione, applicare la tassazione prevista dall’art.53, mettere al centro della politica la persona, riprendersi il futuro, la centralità della partecipazione di tutti e tutte al progetto, la repulsione per il leaderismo. La cosa paradossale è che non abbiamo potuto intervenire, troppi gli interventi programmati alcuni dei quali, anche se fatti da persone molto giovani, già vecchi nello stile e nella ripetitività delle analisi.

In platea alcune cariatidi della politica, quelli che non vorremmo vedere neanche col binocolo alle nostre riunioni, come Massimo D’Alema e alcuni “papaveri ex PD” piazzati in prima fila che hanno generato nei primi momenti molti interrogativi. Fortunatamente hanno avuto il buon gusto di rimanere nel ruolo di osservatori.

Molto buoni gli interventi di apertura di Anna Falcone che ha parlato in termini di ricostruzione di una sinistra che non c’è ancora, di un progetto che deve comprendere le esperienze delle liste civiche, di rappresentanza che sia saldamente in mano ai cittadini e che “obbedisca ai cittadini e non ai leader” e di Tomaso Montanari che ha citato l’art. 3 della Costituzione e che ha parlato della necessità di rimettere al centro della politica la persona umana e ha elencato tutte le nefandezze legislative fatte spesso e volentieri dalla sinistra.

Ci ha preoccupato un eccessivo ecumenismo per cui tutti sono ammessi al progetto anche se hanno sostenuto il SI alle deforme istituzionali che mettevano a repentaglio la sopravvivenza della nostra Carta fondamentale. L’unico vincolo per partecipare è l’adesione all’obiettivo di voler attuare la Costituzione, ma noi ancora ribadiamo: come ci si può fidare di persone che solo 7 mesi fa stavano mandando al macero la Costituzione? Noi rispetto a questi potenziali collaboratori un bel periodo di “depurazione” invece lo prevederemmo, eccome!

Su oltre una ventina di interventi una buona parte sono stati di persone che seguono tematiche concrete, vicine ai problemi dei cittadini e delle cittadine, vicino a chi soffre, è emarginato, è privato dei diritti, in difesa dell’ambiente o della sanità pubblica. Abbastanza numerosi gli interventi di persone provenienti dal “civismo”: abbiamo sentito infatti Marta Nalin giovane consigliere comunale della Coalizione Civica di Padova che ha usato interessanti procedure partecipative per la stesura del programma, Carmine Piscopo assessore all’Urbanistica del Comune di Napoli che ha parlato dell’esperienza per la tutela dei beni comuni, Federico Martelloni della Coalizione civica per Bologna.

Totalmente assenti – e noi in tal senso avremmo potuto portare esperienze concrete di generazione di posti di lavoro a partire da progetti ecosolidali – il mondo dell’economia solidale che a nostro modesto avviso sta già praticando con successo e da anni iniziative per un nuovo mondo possibile come il progetto Spiga e Madia, il progetto Co-Energia, le monete complementari, ecc.

Una larga parte di interventi è stata di persone dichiaratamente di sinistra: da un tranquillo Pippo Civati che auspica il confronto con tutti, ad un combattivo Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana, dal senatore Miguel Gotor abbondantemente fischiato al punto di far intervenire Anna Falcone che ha mostrato una apprezzabile grinta per garantire la facoltà di parola a tutti, a Maurizio Acerbo di Rifondazione Comunista e a DIEM25 il movimento di Varoufakis. Dobbiamo dire che tutti i vari gruppi di sinistra hanno parlato di creazione di una “nuova sinistra” senza ostracismi ma anche senza sconti per i surfisti. Infine nessuno degli intervenuti ha minimamente mostrato tendenze egemoniche, né adottato un atteggiamento da passerella.

Da questo punto di vista ci pare che i progettisti di questo evento e quanti decideranno collaborare dovranno prendere una decisione cruciale. In sostanza devono decidere se scegliere una linea che dà immediata soddisfazione e quindi propendere per una immagine del progetto più spostata a sinistra che sicuramente piace alla maggioranza di quelli che riempivano oggi il teatro, oppure scegliere un progetto meno connotato ideologicamente e basato sull’idea dell’attuazione della Costituzione; concetto in grado di interessare un bacino elettorale decisamente più ampio a costo di avere qualche applauso in meno da quanti non riescono a concepire la politica senza citare la parola “sinistra”. La scelta di parlare in termini di “attuazione della Costituzione” senza citare “sinistra” a nostro avviso può valere centinaia di migliaia di voti in più e a noi di LCI sembrerebbe più avanzata visto che la Costituzione non è stata ancora attuata e più vicina alla maggioranza degli italiani che vogliono subito soluzioni per la vita di tutti i giorni e non disquisizioni che spesso capiscono solo gli addetti ai lavori.

Questo sicuramente è un punto nodale per il successo dell’iniziativa.

A fronte di un bell’intervento di Paolo Maddalena incentrato sulla svendita dell’Italia alla finanza internazionale e sulla conseguente necessità di tutelare il patrimonio paesaggistico, culturale e industriale italiano, ci ha sinceramente stupito il fatto che non sia stato fatto parlare Felice Besostri, l’avvocato che in questi ambienti è ormai un mito per aver liberato l’Italia dal Porcellum e dall’Italicum. In effetti avrebbe parlato di un argomento – la legge elettorale – che a nostro avviso, per gli attivisti presenti al Brancaccio, è la priorità del momento visto che la legge elettorale è la legge più importante dopo la Costituzione: e la casta lo sa bene…

Anche su questo punto LCI avrebbe avuto un contributo da dare visto che ha appena ottenuto la collaborazione di cinque tra i massimi esperti italiani di leggi elettorali (A. Agosta, F.Besostri, V.Comero,G.Galli e A.Giannuli) per redigere una legge elettorale proporzionale e costituzionale da presentare al parlamento dopo aver ricevuto una investitura popolare (notizie su http://www.listacivicaitaliana.org/2017/firma-anche-tu-il-mandato-a-una-commissione-di-esperti-per-una-legge-elettorale-costituzionale/).

Per rimanere nel campo dei “contributi” potenziali di LCI ricordiamo che ci sarebbe piaciuto parlare di metodi e regole. LCI ritiene che tante esperienze partitiche siamo naufragate perchè non sono state in grado di darsi regole preventive per contenere le pulsioni umane quali la sete di potere, di visibilità, di soldi, perchè non hanno dato chiari strumenti di partecipazione e di democrazia diretta (quella di Paolo Michelotto, non quella del M5S), per i sostenitori.

Per concludere ci pare che la giornata di oggi sia stata sostanzialmente positiva, ben gestita e con una partecipazione al di sopra delle più rosee aspettative. Ora si tratta di volare alto, di non fare gli errori fatti in un recente passato che ha spesso visto i personalismi prevalere sui progetti e sui contenuti; inoltre, lo abbiamo già detto, ci parrebbe un passo avanti quello di parlare non più di progetto politico di sinistra bensì di progetto per l’attuazione della Costituzione.

I gruppi di potere malevoli non aspettano altro che il pretesto per poter appiccicare a questo nuovo gruppo l’etichetta di ennesimo tentativo di ricostruire un partitino della sinistra dello zero virgola, se poi ci fosse qualcuno che litiga…

Nell’intervento di chiusura verso le 15.30 Anna Falcone ha ribadito che il progetto è civico e di sinistra. Ognuno deve mettere alle spalle il proprio protagonismo per fare un passo avanti tutti insieme. Dobbiamo impegnarci a dare soluzioni concrete e percorribili coerenti con il progetto di dare attuazione della Costituione. Anna Falcone ha anche ricordato che questo progetto che nasce come progetto partecipato funziona solo se ognuno si prende una fetta di lavoro e la porta avanti sui territori. I temi su cui si lavoreranno sono: lavoro, reddito di cittadinanza, ambiente e riconversione ecologica dell’economia, formazione-cultura-ricerca di alto livello e pubblica, sanità come diritto di tutti, sovranità popolare/democrazia, equità fiscale. Lo stato deve essere il garante del pieno sviluppo della persona. Stiamo vivendo una fase cruciale: stiamo superando la pura democrazia rappresentativa e siamo a un bivio: da un lato la democrazia plebiscitaria dall’altro la democrazia partecipativa che è quella che vogliamo. Affinchè questa funzioni occorre informazione libera e formazione alla democrazia.
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Che dire infine del prossimo appuntamento a Roma di sabato 24 giugno del Coordinamento Democrazia Costituzionale? I comitati del CDC, il 21 gennaio 2017 hanno preferito a larga maggioranza rimanere un gruppo di pressione. LCI prevede che tutti coloro che fanno parte del CDC e che puntano a dare rappresentanza politica alle loro idee troveranno nel progetto Falcone – Montanari il luogo dove lavorare. Quelli che invece vogliono continuare a impegnarsi come gruppo di pressione rimarranno nel CDC tradizionale che però, essendo gestito in maniera piuttosto verticistica, frammentata e con poco entusiasmo, nonostante l’impegno di alcuni, rischia gradualmente di inaridirsi e seccare se non trova forme efficaci di organizzazione, di democraticizzazione e di partecipazione.

Forse è tempo di dare una scossa sakutare ai comitati del CDC che si sono organizzati nella lista di discussione “No, grazie” (circa 500 indirizzi di attivisti) che costituiscono un interessante fenomeno di autogestione e che, almeno durante la campagna nazionale per il NO del 2016, hanno supplito alle carenze organizzative del coordinamento nazionale del CDC. Sono sostanzialmente i comitati di questo gruppo che, su impulso di LCI, hanno dato vita alla “Prima settimana della Costituzione” che si è svolta a cavallo della festa della repubblica del 2 giugno e che ha visto più di una dozzina di città italiane tra cui Firenze, Bergamo, Trieste, Parma, Reggio Emilia, Udine, Bolzano, ecc. organizzare eventi per portare la Costituzione tra i cittadini e le cittadine con eventi piacevoli, spesso basati sulla convivialità e il buon cibo.

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