Come è nata Lista civica italiana

La storia del progetto: le motivazioni delle scelte, i contesti storici che hanno portato a creare un partito radicalmente nuovo

I contatti fra movimenti e le persone affini più o meno organizzate ci sono sempre stati ed il disagio che viviamo a livello nazionale a causa della inesistente rappresentanza politica delle nostre idee non ha fatto che moltiplicarli.

Un primo “incontro nazionale” si è tenuto a Bologna il 29 e 30 gennaio 2011. Chiamato “Conclave Ecologista e Civico” e organizzato da “Abbiamo un Sogno”, il “Centro Nuovo Modello di Sviluppo”, la “Costituente Ecologista”, il “Gruppo delle Cinque Terre”. L’incontro ha visto la presenza di Giulietto Chiesa e di Alternativa, il movimento da lui costituito che proponeva di aderire a “Uniti e diversi” un’altra aggregazione che si è già disciolta. L’incontro di Bologna era rivolto a tutti i movimenti e alle reti interessate ad un progetto di aggregazione politica ispirata a criteri di sostenibilità ambientale, equità sociale e partecipazione democratica.

E’ stato un incontro per alcuni versi fallito, poiché terminato con una spaccatura tra chi credeva (e crede) di potersi appoggiare ai vecchi partiti e coalizioni e chi invece, come noi, è convinto che ci sia bisogno di qualcosa di profondamente nuovo, nei metodi e nei contenuti. Gran parte dei movimenti chiedevano un taglio netto con la partitocrazia e con i partiti che sostenevano un modello economico che consuma le risorse del pianeta.

La discussione ha evidenziato comunque molti punti di convergenza, ma sulla questione delle alleanze non è stato possibile trovare alcun accordo.

Il 25 febbraio 2011 a Roma la Rete dei Cittadini riunisce i movimenti che a fine gennaio avevano condiviso un documento che voleva un soggetto politico “distinto e distante” dagli attuali partiti politici.

Il 15 maggio 2011 a Bologna nel parco della Montagnola nasce l’aggregazione Movimenti Civici con l’idea di un percorso comune per affiancare la democrazia diretta a quella rappresentativa e per lavorare tenendo distanti i partiti tradizionali. E’ il risultato di mesi di confronto assiduo tra persone, liste civiche, movimenti e associazioni.

Nell’autunno il confronto continua con persone e movimenti che entrano giornalmente in contatto con il progetto. Il 12 e 13 novembre 2011 a Marina di Massa la Rete Civica Italiana si fa promotrice alla pari con altri gruppi di un incontro dal titolo “Nuove frontiere della società civile”. L’obiettivo è di verificare le condizioni per realizzare delle campagne comuni nel rispetto delle specificità di ciascuno. Tra i relatori si registra la presenza di Andrea Baranes, Andrea Saroldi, Leonardo Becchetti, Thomas Benedickter, Stefano Caserini, Antonio Tricarico. Nasce a Marina di Massa l’idea di una lista civica nazionale e la prima bozza di una dichiarazione d’intenti. Il progetto, per evidenziare che è aperto, prende il nome “Per una Lista civica nazionale” o “PULCN”.

 

Video sull’incontro del 11-12-13 novembre 2011 a Marina di Massa

A Bologna il 28 gennaio 2012 si incontrano i movimenti per approvare la carta d’intenti. Oltre ai mesi precedenti di riunioni on line sono sei le ore di discussione che occorrono per mettere tutti d’accordo sul testo finale.

Il 18 febbraio 2012 sempre a Bologna la rete si incontra di nuovo per discutere come organizzare il percorso, ne nasce un sito internet dove è possibile selezionare, discutere e votare le proposte dei singoli movimenti.

La prima campagna approvata è quella per la democrazia diretta, ovvero la raccolta delle firme per la proposta di legge di iniziativa popolare “Quorum zero – più democrazia“. Lista civica italiana contribuisce alla raccolta di firme e con un impegno titanico si arriva a superare le 50.000 firme necessarie e a presentarle al parlamento

Un altra campagna è quella sulla legge elettorale: è in discussione una proposta di referendum.

Sullo sfondo un’attività di contatti con altre aggregazioni e movimenti per crescere e realizzare qualcosa di più grande nell’incontro nazionale previsto a fine maggio 2012.

Dopo lunghe consultazioni tra gli aderenti e i gruppi che diventano promotori l’evento nazionale si concretizza a Roma il 27 maggio 2012 presso l’Hotel dei congressi. I punti qualificanti non modificabili dell’incontro sono:
– gli aderenti devono adottare, per la gestione di questo progetto, i metodi della democrazia diretta.
– no ad alleanze elettorali con quei partiti “tradizionali” che hanno contribuito all’erosione degli spazi democratici e non hanno lavorato per il bene comune.
– i candidati alle elezioni (che saranno democraticamente nominati con le primarie) dovranno accettare regole stringenti per garantire il rinnovamento delle modalità di fare politica e non ricreare una casta. Un rappresentante eletto deve essere un cittadino tra i cittadini.

Questa assemblea, pur con fatica e qualche partecipante “indisciplinato”, propone i primi aggiornamenti alla carta d’intenti, inizia la discussione su programma, rete territoriale, e su come applicare la democrazia diretta anche all’interno del progetto. Si nomina di un “Coordinamento nazionale provvisorio” che organizzerà gli incontri del 7 luglio e del 7 ottobre 2012 a Firenze. In questi due incontri viene individuato il metodo decisionale che contempla la democrazia diretta, si approvano le integrazioni alla carta d’intenti e si sceglie il nome e il simbolo, dopo una prima scrematura da parte di tutti gli aderenti.

Il 7 luglio 2012 all’assemblea nazionale di Firenze si continua a lavorare sulla base di quanto di positivo è emerso a Roma.

i tre paletti condivisi in occasione dell’assemblea di Roma del 27 maggio:

a. Democrazia diretta all’interno del progetto;

b. Distanza dai partiti tradizionali;

c. Cambiamento delle modalità di fare politica (numero di mandati limitato, no ai privilegi, riduzione degli emolumenti)

– la carta di intenti con le modifiche proposte a Roma il 27 maggio 2012 e approvate dalla votazione (vedi il sito) tramite internet. Si comincia a parlare della stesura di un programma in forma estesa e sintetica. In questa sede si approva un punto molto significativo: “Il progetto non avrà né un portavoce fisso o un segretario e nemmeno un presidente. Al fine di soddisfare il rispetto della legge ci potrà essere un rappresentante legale che però non avrà valenza politica”. Si pongono inoltre le basi per l’utilizzo degli strumenti di democrazia diretta all’interno del Progetto.

Viene creato un primo coordinamento provvisorio e 7 gruppi di lavoro: nome e simbolo, sito web, ricerca liste civiche, comunicazione, statuto, programma, aggiornamento carta di intenti.

Il 7 ottobre 2012 a Firenze viene organizzato un incontro nazionale dei gruppi che aderiscono al progetto. Si chiude la procedura partecipata e democratica, realizzata tramite internet, che ha portato a individuare ben 137 proposte di nome per il nuovo partito. Viene votato a larga maggioranza il nome “Lista civica italiana”. Come slogan (pay off) si sceglie “Cittadini protagonisti”. Il simbolo viene scelto tra una ventina di bozze: a titolo di curiosità si ricorda che il cagnolino/gatto è stato inserito nel simbolo per ricordare che il genere umano deve condividere il pianeta con gli altri viventi.

Vengono apportate integrazioni alla carta di intenti.

Durante la riunione nazionale del 16 ottobre 2012 a Bologna si approva lo Statuto nel quale sono stati accolti i risultati di una votazione fatta on line tra tutti gli iscritti a LCI per definire gli aspetti controversi. Una prova di democrazia diretta. Il prodotto finale é uno Statuto nel quale sono state formalizzate le aspirazioni di tanti attivisti: un partito senza leader carismatici o “padroni” in cui tutti contano effettivamente “uno”, dove gli aderenti sono effettivamente “cittadini protagonisti” capaci di incidere su tutti gli aspetti della vita del loro partito.

In ottobre 2012 mentre Lista civica italiana sta pensando di fare un appello nazionale per rinnovare la politica parte il progetto “Cambiare si può” che è sostanzialmente simile al progetto a cui stava pensando LCI. LCI decide di collaborare a questo progetto per evitare una inutile dispersione di energie. Inizia una lunga serie di riunioni e di incontri – in cui si inserisce il Movimento Arancione del sindaco di Napoli – che porterà al lancio di Antonio Ingroia e alla creazione del partito “Rivoluzione civile”.

LCI dopo aver tentato in ogni modo di far mantenere un profilo “alto” il 19 dicembre – ben prima delle elezioni di febraio 2013 – si sfila da questo percorso poiché ha constatato che non c’è nessun rinnovamento della politica e i soliti noti di partiti in via di estinzione hanno preso “Rivoluzione civile” come un taxi sperando di tornare in parlamento. Alle elezioni Rivoluzione civile è un totale insuccesso.

Il 14 aprile 2013 si tiene a Rimini la prima Assemblea Nazionale di Lista Civica Italiana. Vengono approvate le linee guida per il programma e viene nominato il primo coordinamento nazionale unitamente ai primi referenti regionali. Lista civica italiana ribadisce che “vuole attuare la Costituzione e rimettere al centro dell’attenzione la persona e le sue esigenze per vivere serenamente coniugando i tre fondamentali livelli che sono quello sociale, ambientale ed economico. E’ da qui che deve prendere origine l’attività economica, non dai cosiddetti “mercati”.

Uno degli scopi principali di LCI è di far prendere coscienza ai cittadini che vivere in una democrazia non è un diritto acquisito. Occorre che il cittadino dedichi tempo ed energie alla “manutenzione/miglioramento” della democrazia. Un obiettivo di Lista civica nazionale è quindi quello di ricostruire il senso di cittadinanza facendo tornare all’impegno politico i cittadini. Per facilitare tutto ciò è importante dare ai cittadini efficienti strumenti di partecipazione. Non vogliamo più una politica dettata da pochi leader e attuata nelle “segrete stanze” ma alla luce del sole, condivisa e partecipata. LCI vuole essere una interfaccia con le istituzioni. La politica non deve avere paura di far crescere i cittadini, di farli diventare persone informate, consapevoli, responsabili e critiche anche e soprattutto nei confronti degli eletti. Non c’è vera democrazia né ci sarà un vero cambiamento se il popolo non potrà esercitare pienamente la propria sovranità come sancito dall’art 1 della Costituzione.

In agosto 2013  LCI partecipa alla campagna internazionale sull’Overshoot Day.  E’ una manifestazione che ha l’obiettivo di sensibilizzare i cittadini circa il fatto che le risorse del Pianeta non sono illimitate.

Il 5 ottobre 2013 durante la riunione nazionale vengono distribuite le prime bandiere per le sedi locali. In novembre 2013 LCI compra spot su una radio locale per invitare i cittadini a dare vita a Liste civiche locali in vista delle elezioni del 2014.

Il 15 e 16 novembre 2014 si tiene a Roma la seconda assemblea nazionale alla quale partecipano Felice Carlo Besostri e Ferdinando Imposimato.

 

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