Il Coordinamento della Lista Civica Italiana vuole informare sul lavoro politico fatto negli ultimi mesi sulla base della nostra Carta di intenti. Per proseguire ritiene necessario far fare una votazione per avere il parere degli aderenti su come proseguire.

Resoconto del lavoro fatto

Il processo faticoso ma anche entusiasmante nato due anni fa e che ha portato alla creazione di Lista Civica Italiana è volto a costruire in Italia un soggetto politico che rinnovi la politica e interpreti le aspettative di tanti cittadine e cittadini.

Come sapete Lista Civica Italiana vuole rimettere al centro della politica le esigenze delle persone e non quelle dei mercati e di oligarchie consolidate, la cosiddetta “casta”.

Negli ultimi mesi LCI ha elaborato un suo appello dal titolo Per una assemblea della nuova politica. Questo appello è nato contemporaneamente all’appello Cambiare Si Può www.cambiaresipuo.net. I contenuti sono circa gli stessi. In quello di Cambiare di Può è più blando il tema della Democrazia Diretta e il tema del rinnovamento delle modalità di fare politica per evitare di ricreare caste. Poiché Lista Civica Italiana crede fermamente nel lavoro in rete, abbiamo pensato che non fosse il caso di fare due percorsi paralleli e quindi abbiamo  sostenuto l’appello di “Cambiare si può”.

L’appello Cambiare Si Può è stato sottoscritto ad oggi da circa 12.500 persone. All’incontro tenutosi a Roma il 1 dicembre, Lista Civica Italiana ha partecipato ed è intervenuta per illustrare la propria posizione (distanza dai partiti, rinnovamento delle modalità di fare politica, ecc.). Dopo le prime assemblee territoriali che hanno permesso di conoscersi, si è tenuto un nuovo incontro di Cambiare Si Può a Roma il 22 dicembre, il giorno dopo la presentazione del Movimento Arancione e di Antonio Ingroia come possibile candidato premier.

Antonio Ingroia nei giorni successivi ha avuto numerosi contatti con la società civile e i partiti.

Lista Civica Italiana ha incontrato a Roma in modo informale Antonio Ingroia, ma il confronto con Ingroia non ha sortito un risultato soddisfacente. Sabato 29 dicembre Antonio Ingroia ha fatto a Roma una conferenza stampa per presentare il frutto del suo lavoro ovvero la lista Rivoluzione Civile in cui ha imbarcato i leader di partiti tradizionali (IdV, PdCI, Rifondazione e Verdi).

Lista Civica Italiana ha chiesto a Ingroia di mettere in pratica una nuova modalità di fare politica (leggi qui la lettera), ovvero non coinvolgere i segretari di partito nelle liste. Ingroia ha risposto così:

Chi mi conosce davvero sa che io, proprio per non essere ostaggio di nessuno e neppure subalterno, ho preferito pagare prezzi ben superiori. Figuriamoci se potrò mai essere ostaggio dei partiti! Forse non a tutti e’ chiaro che a me l’esperienza politica interessa solo per un progetto nuovo ed innovativo, come questo. La questione e’ diversa ed è politica. Noi siamo diversi dall’antipolitica e dall’antipartitismo alla Grillo, ed infatti io non ho mai “promesso” di non coinvolgere i capi-partito. E quindi io voglio tenere i partiti che si sono opposti al berlusconismo ed al montismo dentro questa operazione politica. Non si tratta di andare al Parlamento. Si tratta di fare una battaglia politica da vincere. Anche praticando le giuste alleanze, nella società e nella politica. Su alcuni punti irrinunciabili. E fra questi, certamente, la battaglia NO TAV lo è, a prescindere dagli errori politici commessi in passato da questo o quel compagno di strada che oggi non potrà da solo determinare la linea politica del movimento.
Cordialmente e buon anno a tutti.
Antonio Ingroia

Cambiare Si Può ha recentemente fatto una votazione tra i propri aderenti per decidere cosa fosse meglio fare, ovvero se continuare il rapporto con Rivoluzione Civile o se fermarsi visto che era stato disatteso un punto fondamentale dell’appello di Cambiare Si Può. La maggioranza degli aderenti ha votato a favore della continuazione, mentre dei 70 promotori dell’appello 36 hanno votato contro e solo 6 hanno votato si. I tre incaricati dall’Assemblea di Cambiare Si Può del 22 dicembre (Livio Pepino, Marco Revelli e Chiara Sasso) hanno terminato il mandato e ora chiedono di essere sostituiti da persone più adatte a seguire il nuovo percorso.

In questa complessa situazione il Coordinamento nazionale di Lista Civica Italiana – dopo una lunga serie di incontri – ha valutato di proseguire il lavoro di consolidamento della presenza di Lista Civica Italiana sui territori (incontri di presentazione e iniziative varie), ha valutato che l’attuale rete territoriale non è sufficiente e ci permetterebbe – a fronte di un grande impegno – di presentarci in sole 16-18 circoscrizioni su 27. Il Coordinamento ritiene  a questo punto che gli aderenti possano valutare e decidere.

Votazione Votazione

Vi chiediamo di esprimere il vostro parere (la votazione chiude domenica 6 gennaio 2013 ore 20.00).

PROPOSTA A: Non partecipiamo
Il Coordinamento nazionale di Lista Civica Italiana prende atto dell’adesione di Cambiare Si Può alla proposta di Antonio Ingroia. La proposta non ci convince in quanto non rispetta uno dei principi che LCI si è data fin dall’inizio: la distanza dai partiti. Antonio Ingroia candiderà infatti al parlamento i segretari di quattro partiti. Crediamo che LCI non sia ancora pronta per affrontare le elezioni nazionali. Il lavoro fatto è stato cospicuo, ma c’e’ ancora tanto da fare. Negli obiettivi di LCI non c’e’ quello di fare l’ennesima listina che non ha alcuna possibilita’ di entrare in Parlamento. Alla luce di queste riflessioni il Coordinamento propone di proseguire l’opera di organizzazione sui territori e di preparazione delle prossime elezioni amministrative.

PROPOSTA B: Non partecipiamo e diamo indicazioni
(Si aggiunge alla proposta A)
Come Lista Civica Italiana esamineremo i candidati e i programmi che verranno proposti e ci riserviamo di appoggiare i migliori candidati indipendentemente dal gruppo di appartenenza.

PROPOSTA C: Partecipiamo
Partecipiamo come LCI. Quindi  presentiamo il simbolo il 10 gennaio e presentiamo la lista il 20 gennaio ovunque riusciamo a raccogliere firme e facciamo la campagna elettorale. (Se voti questa ipotesi devi essere disponibile a organizzare banchetti per la raccolta firme e a suggerire dei candidati)

ATTENZIONE: per votare è necessario essere aderenti a Lista Civica Italiana (qui per aderire), quindi fare login con username e password (nella maggior parte dei casi l’username è nome.cognome). Una volta fatto il login e ricaricata queta pagina compare un pulsante bianco sotto il modulo qui sotto. Esprimete la vostra scelta e cliccate sul pulsante.

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This Post Has 9 Comments
  1. Avrei ritenuto più corretto fare la votazione con solo due opzioni: partecipare/non partecipare. In seguito a votazione conclusa si sarebbero potute scegliere altre opzioni di tipo “secondario” come quella di “dare indicazioni”.
    Luigi

  2. Oltre a partecipare mobiliterei tutte le forze per partecipare con una lista in tutte le circoscrizioni.
    Nel mondo del terzo settore si possono trovare referenti per le circoscrizioni “scoperte”.
    Se l’analisi di partenza che ci anima è corretta abbiamo il “dovere” di chiamare chiunque sia disposto a candidarsi e condivida il documento d’intenti e offrire ai milioni di elettori italiani disgustati dall’attuale scenario politico un’alternativa ai membri della casta!

  3. I tempi sono strettissimi, e se ci si pensava prima era molto meglio. Purtroppo, o giustamente, punti di vista, si sono dovuti fare dei “passaggi” per rendersi conto personalmente. Come finisca finisca il “Sondaggio”, che vedo punto a punto, è un chiaro segnale di “partecipazione” dei cittadini alla vita politica: non vogliamo più delegare nè ai magistrati, nè ai politici professionisti quel che dobbiamo fare noi “cittadini”: intereessarci attivamente alla “res pubblica”. Trovo scandaloso il “furto” della parola “Civici” da parte di Monti. Ma non presentandoci per tempo lo abbiamo permesso.

    1. Visto che tutti stanno cercando di appropriarsi del termine “civico”, una lista come la nostra potrebbe giovarsi del “trend”. Non è entusiasmante fare questi ragionamenti, ma era solo per logica delle cose.

  4. Ho letto la risposta di Antonio Ingroia e la trovo in gran parte condivisibile. Sparare sulla “Casta” è ormai diventato lo sport nazionale più popolare, ma i problemi dell’Italia non si risolvono semplicemente cancellando i partiti (e lo dico io che in cinquant’anni di vita non ho mai avuto una tessera di partito in tasca).
    Non mi piace che a dire l’ultima parola sulle candidature sia solo Antonio Ingroia: avrei di gran lunga preferito che le candidature fossero vagliate pubblicamente sul web e ratificate con qualche forma di “voto popolare” (primarie, assemblee, voto on line…). Purtroppo, se questo non è avvenuto, la responsabilità non è tutta dei partiti o di Ingroia. Se “Cambiare si può”, dopo il 1° dicembre, avesse da subito avviato, in parallelo alla convocazione delle assemblee territoriali, anche un sito web o qualcosa del genere in cui raccogliere e pubblicizzare le candidature, forse saremmo potuti arrivare all’incontro con Ingroia con qualcosa in mano, oltre alle belle parole.
    Detto questo, forse non tutto è perduto e forse ci sono ancora margini di miglioramento. Per gettare la spugna, c’è ancora tempo…

  5. Probabilmente sono l’ultimo che dovrebbe dire la sua, sono iscritto da poche ore, ma permettemi di esprimere il mio pensiero:
    Premetto che sono iscritto e molto attivo in ALBA (chi non sa cosa sia può farsi un’idea a questo link: alba.atlante.org) e che l’esperienza di “Cambiare si può” è stata il massimo della delusione.
    Probabilmente a questo punto non voterò la lista di Ingroia, non certo per ripicca o sentimenti simili, ma semplicemente perchè non voglio dare il voto a quella che si presenta come una novità ma che di fatto utilizza gli stessi sistemi di prima e che vuole mettere in cima alle liste i trombati della vecchia politica.
    Detto questo sono convinto (e ne ho conferma ogni giono quando parlo con la gente) che l’Italia vorrebbe cambiare, ma non gli si viene data un’alternativa valida, ed è per questo che l’astensionismo è a livelli mai visti.
    Non c’è da meravigliarsi del 50 e passa percento di astensione alle ultime consultazioni locali, la gente vuole vedere nuove persone (integre moralmente) e nuovi modi di fare politica (sopratutto con onestà e coerenza).
    Sono convinto che se riuscissimo a coinvolgere anche solo una minima parte di queste persone per portare avanti un progetto di vera alternativa politica potremmo raccogliere una grande parte di voti da quel contenitore che è composto da tutti coloro hanno in mente di non andare a votare o che solo per protesta voteranno M5S, e sono veramente tanti.
    Il tutto non certo per “vincere” ma semplicemente per avere un minimo di presenza in modo da far sentire la nostra voce.
    Personalmente non mi voglio rassegnare e sto facendo il massimo, se volete altre info vi invito a visitare questo link: si.atlante.org
    Per questo vi esorto ad andare avanti e non mollare!
    Alessio Frangipani

  6. Causa problemi con la password non sono riuscito a votare. Il mio sarebbe stato un “B”: Non partecipiamo e diamo indicazioni.

  7. I 50 votanti registrati ad un tema così importante come la linea politica da perseguire sono segno della lunga strada che LCI ha ancora da percorrere e sono indicazione di tempi ancora prematuri. Penso non si possa dare un giudizio su questa votazione.
    Voglio espimere il mio più grande apprezzamento per il lavoro svolto fino ad ora, e penso che questa, la nostra, sia la strada giusta da continuare a battere.
    Avanti così! Stiamo affrontando le fatiche di un grande programma e di un grande lavoro democratico che ha bisogno dei suoi tempi!

  8. Seguo da alcuni mesi LCI ma ho aderito formalmente solo pochi giorni fa. Purtroppo tra problemi di login prima, questioni personali poi ed il fatto che non ho modo di connettermi costantemente, non sono riuscito a votare.
    Prendo atto della votazione, cio che mi stava piu a cuore comunque era che un esperienza come LCI non sentisse l’esigenza di affiliarsi a tutti i costi ad uno dei vari leader mediatici, la strada è lunga e faticosa ma cercare scorciatoie è inutile.

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