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E' il momento di decidere: cambiare si deve!

La Lista Civica Italiana, anche di fronte al precipitare degli avvenimenti e all’imminenza delle prossime elezioni politiche rinnova il suo appello alle forze che, da diverse parti, invocano un quarto polo anticasta, contrario alle politiche del governo Monti, strenuo difensore della Costituzione, alternativo al vecchio sistema dei partiti.
In questo senso LCI ha scritto a Ingroia e a De magistris segnalando la sua disponibilità a discutere questa possibilità; nello stesso tempo ha aderito e sta partecipando con suoi rappresentanti alle assemblee in corso.

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Lettera aperta ad Antonio Ingroia

Alla c.a. Antonio Ingroia e p.c. alla c.a. di Luigi De Magistris alla c.a. degli promotori di Cambiare si può! Gentile Dottor Ingroia, abbiamo avuto modo di incontrarLa in occasione della riunione di “Cambiare si può” del 1 dicembre a…

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La Lista Civica Italiana nasce…

… con un appello alle energie attive del paese per governare l’Italia

Il 7 ottobre si è costituita a Firenze la Lista Civica Italiana (LCI), aggregazione che nasce da un percorso politico condiviso iniziato due anni fa e che ha visto la partecipazione di movimenti, associazioni e reti civiche di tutta Italia.

Che Lista Civica Italiana rappresenti un fenomeno nuovo lo si capisce dalla carta di intenti che riporta i suoi principi ispiratori: applicazione della democrazia diretta al proprio interno; affiancamento alla democrazia rappresentativa della democrazie diretta allo scopo di dare più voce e potere ai cittadini; riforma della politica con misure anti-casta quali la limitazione del numero di mandati, l’abolizione dei privilegi e la revisione del finanziamento dei partiti; difesa del territorio, dei beni comuni e della legalità; riconversione ecologica dell’economia; fiscalità equa e progressiva; nonviolenza, ripudio della guerra e riduzione delle spese per armamenti; attuazione della Costituzione.

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Una speranza per la Sicilia e per l'Italia

In occasione delle prossime elezioni regionali siciliane, il progetto “Per Una Lista Civica Nazionale” (PULCN), costituito da una rete di liste civiche apartitiche e di gruppi attivi sparsi in tutta Italia, è a fianco dei Movimenti Civici di Sicilia (Movimenti Civici Solidali) nell’appoggiare il magistrato antimafia Gaspare Sturzo, candidato alla presidenza, insieme a Italiani Liberi e Forti (ILEF) e Italia Giovane e Solidale (IGS).


I partiti sono sempre più lontani dai cittadini e incapaci di affrontare una realtà ogni giorno più difficile e complessa. Anziché essere strumento per la partecipazione popolare all’ elaborazione di un progetto politico per la società, appaiono ormai come organizzazioni auto-referenziali, la cui azione sembra finalizzata al semplice mantenimento della propria struttura e dei propri gruppi dirigenti. Le elezioni regionali in Sicilia rappresentano una grande speranza di Cambiamento per tutta l’Italia. La candidatura di Sturzo, infatti, si colloca al di fuori delle solite logiche di potere dei partiti e nasce finalmente dal bisogno dei cittadini di essere protagonisti delle loro esistenze – nelle loro città, nella loro regione – e di contribuire, con l’esperienza e le capacità di cui dispongono, alla buona amministrazione del territorio.

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Grandi opere: basta col ritornello dell’occupazione!

Su “Repubblica” di domenica 16 settembre (pag IV della edizione di  Milano) è comparso un accorato articolo dal titolo “Autostrade (ndr: TEEM e Pedemontana), 5.000 posti a rischio – vertice tra Provincia e Regione:  il solito modo di creare consenso basato sulla retorica delle “grandi opere portatrici di lavoro”.

Il progetto “Per Una Lista Civica Nazionale (PULCN)”  che è vicino ai lavoratori e di cui condivide la rabbia,  andando contro corrente, afferma  che non ha senso continuare a sprecare soldi pubblici con la giustificazione, che appare cinica e fuor di luogo, di 5000 posti di lavoro che sarebbero “a rischio”. La nostra valutazione politica è che troppe volte il reale risultato di simili opere –  ammesso che le cifre che apprendiamo dalla cronaca siano corrette dal punto di vista quantitativo, viste le invenzioni che ogni giorno vanno ad arricchire il parco di ragioni vantate da chi intende sostenere le grandi opere – è stato quello di dar la vela al collaudato meccanismo della Legge Obiettivo e delle Grandi Opere che sono la madre di tutti i mezzi per foraggiare aziende costruttrici cui erano collegati esponenti di vari partiti o interessi della criminalità organizzata.

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