Grandi opere: basta col ritornello dell’occupazione!
Su “Repubblica” di domenica 16 settembre (pag IV della edizione di Milano) è comparso un accorato articolo dal titolo “Autostrade (ndr: TEEM e Pedemontana), 5.000 posti a rischio – vertice tra Provincia e Regione: il solito modo di creare consenso basato sulla retorica delle “grandi opere portatrici di lavoro”.
Il progetto “Per Una Lista Civica Nazionale (PULCN)” che è vicino ai lavoratori e di cui condivide la rabbia, andando contro corrente, afferma che non ha senso continuare a sprecare soldi pubblici con la giustificazione, che appare cinica e fuor di luogo, di 5000 posti di lavoro che sarebbero “a rischio”. La nostra valutazione politica è che troppe volte il reale risultato di simili opere – ammesso che le cifre che apprendiamo dalla cronaca siano corrette dal punto di vista quantitativo, viste le invenzioni che ogni giorno vanno ad arricchire il parco di ragioni vantate da chi intende sostenere le grandi opere – è stato quello di dar la vela al collaudato meccanismo della Legge Obiettivo e delle Grandi Opere che sono la madre di tutti i mezzi per foraggiare aziende costruttrici cui erano collegati esponenti di vari partiti o interessi della criminalità organizzata.




Dopo sei mesi dall’inizio della raccolta firme, il Comitato “Quorum Zero Più Democrazia” ha depositato oggi il 24 Agosto presso l’ufficio Testi Normativi di Montecitorio (via della Missione, Roma) le 52.672 firme di cittadini che hanno appoggiato la legge di iniziativa popolare denominata “Quorum Zero Più Democrazia”.
Per il 2012 l’Overshoot Day,
Italiani Liberi e Forti e Movimenti Civici Sicilia riuniti oggi a Enna, dopo le assemblee organizzative di Caltanissetta e Caltagirone, hanno condiviso l’idea che è doveroso in vista delle prossime elezioni regionali lanciare una sfida al cambiamento. Una proposta di novità, nelle persone, nelle idee, nel metodo e nello stile: “Abbiamo deciso di rivolgere un appello a tutti i liberi e forti e ai siciliani di buona volontà impegnati nell’associazionismo, nel volontariato, nelle opere sociali e solidali, nella cittadinanza attiva e nelle reti civiche, nella cooperazione, nel mondo del lavoro pubblico e privato, della cultura, dell’impresa ed in particolare quella agroalimentare, perché si affermi la dignità del popolo siciliano attraverso un’azione politica di discontinuità con il passato.